IL PICCOLO
02 ottobre 2013
«No alla Tav senza una tutela per le case»
SAN CANZIAN D’ISONZO Pur ritenendo il progetto dell'Alta
velocità-Alta capacità ferroviaria necessario per lo sviluppo
futuro del Paese, amministrazione comunale e maggioranza al governo di
San Canzian d'Isonzo preannuncia parere negativo nel caso in cui
non siano accolte le osservazioni già presentate nel 2011. «E di cui non
c'è alcuna traccia nelle integrazioni apportate da Italferr su
richiesta della commissione di Via», ha sottolineato nell'ultima
seduta del Consiglio comunale il vicesindaco e assessore ai Lavori
pubblici, Luciano Dreos. Tant'è che questa volta l'amministrazione
comunale è stata impegnata dal Consiglio a inviare il giudizio non solo
alla Regione, ma anche, direttamente, ai ministeri coinvolti e agli
esponenti politici del territorio. Il documento ribadisce quindi come
imprescindibile l'allargamento della fascia di rispetto a 30 metri
dalla linea. In questo modo le abitazioni da abbattere sarebbero 30, ma
si eliminerebbero i pesantissimi disagi per chi si troverebbe a
ridosso dei 10 metri di distanza dal tracciato. In ambito residenziale
si chiede di nuovo la formazione di una fascia boscata di
mascheramento delle barriere antirumore e che nelle zone extraurbane,
dove non ci saranno pannelli fonoassorbenti, sia eseguito un
terrapieno di mitigazione visiva. Vengono riproposte tutte le
perplessità espresse a inizio 2011 sulle fasi di cantiere. A
iniziare dalla richiesta di mantenere il cavalcaferrovia esistente di
Pieris fino a quando non venisse costruito quello nuovo,
prospettato dal progetto di Italferr. «In caso contrario una mole enorme
di traffico attraversebbe Begliano», ha ricordato Dreos. Nel
documento si richiede anche un'analisi costi-benefici dell'opera e
la precisazione degli scenari dal punto di vista dei volumi di traffico,
rilevando, inoltre, che il progetto preliminare non contiene
alcuna previsione di raccordo tra la nuova linea e il porto di
Monfalcone. Pur condividendo l'esigenza di tutelare la comunità, i
quattro consiglieri presenti del Centrosinistra per San Canzian futura
si sono astenuti, confermando la scelta di non ritenere
"necessaria" la Tav, a differenza dell'amministrazione comunale. «Il
gruppo di minoranza astenendosi ha scelto di non scegliere -
attacca il gruppo di maggioranza Centrosinistra democratico -,
accettando però così supinamente tutto quello che ci vene proposto
da Italferr. Astenersi dal presentare osservazioni significa non
richiedere compensazione per i cittadini, non avere nessuna opera
di compensazione viaria a seguito dell'insediamento dei cantieri e
accettare la chiusura della regionale 14 a Begliano». Significa, ancora
secondo la maggioranza, «considerare indispensabile la costruzione
del nuovo raccordo tra il Bivio D'Aurisina e Trieste, benché non sia
supportato da analisi tecniche e trasportistiche» e «accettare che
il porto di Monfalcone non sia collegato alla linea di alta capacità,
limitandone l'operatività futura». Laura Blasich