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martedì 4 marzo 2014

Bombe in un'azienda che produce macchinari per costruire la Tav

IL GAZZETTINO DI VENEZIA
Martedì 04 Marzo 2014
Bombe in un'azienda che produce macchinari per costruire la Tav.
Fallito l'attentato alla Ncb di Torre di Mosto, che ha un appalto per la Val di Susa. Trovate scritte contro la linea ad alta velocità.

di Monica Andolfatto
TORRE DI MOSTO - Ordigni incendiari applicati a due grosse trivelle situate nel piazzale esterno di un’azienda che opera nel settore delle attrezzature per fondazioni speciali. Non sono esplosi, forse a causa della pioggia incessante che con ogni probabilità ha danneggiato l’innesco.
È successo a Torre di Mosto, nel Veneto Orientale alla NCB, Nuova Costruzioni Brunello scrl, impresa specializzata nella produzione di macchine perforatrici utilizzate in cave e miniere. Ma anche per costruire gallerie e trafori come quelli necessari alla realizzazione dell’Alta velocità. E sarebbe proprio questo lo sfondo su cui inquadrare l’attentato fallito dato che la NCB risulta parte attiva nei cantieri in Val di Susa con diversi macchinari noleggiati dalle ditte che si sono aggiudicate i lavori della contestatissima linea ferroviaria.
Da quanto risulta infatti ci sarebbe anche una sorta di rivendicazione precisa collegata al ritrovamento non lontano dalla sede della NCB di scritte inneggianti la lotta contro la Tav. La scoperta dell’incursione, compiuta in questo fine settimana funestato del maltempo, ieri mattina attorno alle dieci da parte di un operaio che ha immediatamente avvertito i titolari e quindi le forze dell’ordine. Sull’episodio stanno indagando carabinieri e Digos e se il nesso con i NoTav venisse comprovato, si potrebbe addirittura parlare di un salto di qualità della protesta nel veneziano finora confinata nell’ambito di proclami scritti fioccati nelle ultime settimane sia a Venezia centro storico che a Mestre.

Le bombe, situate su impianti dismessi, erano composte da quattro bottiglie da un litro e mezzo riempite con liquido infiammabile e collegate con fili di rame a un dispositivo tipo timer, che come detto non è scattato. Tutto il materiale è stato sottoposto a sequestro e inviato ai Ris per analizzare componenti e rilevare eventuali tracce utili all’identificazione di chi li ha assemblato le maximolotov o chi le ha installate. Un’azione tutt’altro che improvvisata portata a termine da persone esperte nel maneggiare e fabbricare congegni dal potenziale esplosivo non certo irrilevante, ma pure informate, visto che il nome della NCB è conosciuto per lo più solo dagli addetti ai lavori.
Nel pomeriggio si sono susseguiti i sopralluoghi e le aree prese di mira dagli attentatori sono state transennate per permettere eventuali ulteriori rilievi scientifici in assenza di contaminazioni esterne. La scelta di collocare gli ordigni su macchine operatrici inutilizzate da tempo fa ipotizzare la pista di un’azione dimostrativa eclatante senza alcuna finalità di danneggiare l’attività imprenditoriale o peggio ferire qualche dipendente.


 

giovedì 21 novembre 2013

Portogruaro “Quello studio non vale”. No-Tav contro il Comune.


IL GAZZETTINO DI VENEZIA
21 novembre 2013  
Portogruaro “Quello studio non vale”. No-Tav contro il Comune.
PORTOGRUARO – Nuovo attacco dei No Tav al Comune: «Anziché aprire un dibattito serio con cifre e dati sul progetto Tav, l’amministrazione presenta uno studio sulle infrastrutture finanziato da chi ha diretti interessi privati sull’alta velocità».
Il gruppo No Tav di Portogruaro ha contestato l’iniziativa in programma il 29 novembre che verrà presentata alla stampa domani, con l’illustrazione dei risultati dello “Studio a supporto della fattibilità di una infrastruttura logistico – intermodale nel Veneto orientale”, realizzato da Nomisma Spa.
«Prendere in considerazione uno studio finanziato da chi ha diretti interessi nelle costruzioni delle infrastrutture facendolo passare come un momento di approfondimento sui temi della logistica e dei grandi corridoi europei – dicono i No Tav – è l’ennesima dimostrazione di quanto in Comune siano completamente privi di dati oggettivi sulla reale utilità della Tav Venezia-Trieste. È evidente che amministratori bravi, seri, preparati e onesti certe cose non le farebbero, e nel caso in cui involontariamente inciampino in errore, annullerebbero immediatamente la presentazione di tale studio e porgerebbero pubbliche scuse ai cittadini».
(t.inf.)

domenica 10 novembre 2013

Portogruaro: Alta Velocità sulla Venezia-Trieste: la protesta dei No Tav

IL GAZZETTINO DI VENEZIA
10 Novembre 2013
Portogruaro: Alta Velocità sulla Venezia-Trieste: la protesta dei No Tav
“Tutte le nostre richieste di partecipazione e approfondimento sul tema dell’Alta Velocità sono definitivamente morte”. I No Tav hanno inscenato ieri, in Borgo San Giovanni, una “celebrazione funebre” per sottolineare la poca sensibilità dell’amministrazione comunale, opposizione compresa, nell’aprire un serio confronto sulla questione Tav Venezia-Trieste. Nel volantino distribuito ai cittadini si sottolinea come ormai in consiglio comunale si sia formato un “partito unico pro-Tav”. “La probabile incapacità di sostenere un dibattito di merito – spiegano i promotori – ha rso necessaria una “tacita intesa” sulla scelta di porre l’attenzione sul tracciato meno impattante”. Una discussione di merito – aggiungono – farebbe infatti emergere quanto questo progetto sia assurdo, illogico, ridicolo ma soprattutto inutile, dannoso ambientalmente e ingiustificabile economicamente”. Analoga iniziativa verrà riproposta anche sabato prossimo. (t.inf)

martedì 13 marzo 2012

Gazzettino: Wwf boccia il commissario «È in conflitto d’interessi»


NO TAV Contestato Mainardi 
Wwf boccia il commissario
«È in conflitto d’interessi»

Martedì 13 Marzo 2012,
PORTOGRUARO - Anche il Wwf, dopo i sindaci, contesta il commissario straordinario della Tav Bortolo Mainardi. Se i primi cittadini contestano il loro mancato coinvolgimento nel processo partecipativo di elaborazione delle ipotesi progettuali, il Wwf chiede al Governo di risolvere il «conflitto di interessi che vede Mainardi a un tempo commissario per la Venezia-Trieste e membro della commissione Via».
      «Il commissario per la Tav - scrivono ai ministri dell'ambiente Corrado Clini e delle infrastrutture Corrado Passera, i presidenti del Wwf Italia Stefano Leoni, del Wwf Veneto Walter Miotto e del Wwf Friuli Roberto Pizzutti - non può essere anche giudice dell'impatto ambientale». Evidente, per il Wwf il conflitto di interessi che il doppio ruolo, affidato alla stessa persona, implica. Quale commissario per l'asse ferroviario in questione, Mainardi è a tutti gli effetti il rappresentante del ministero delle infrastrutture interessata alla realizzazione delle opera tramite Rfi. Il progetto della Tav Venezia - Trieste, presentato a dicembre 2010 da Rfi, deve però superare lo scoglio della Via, in cui è decisivo il ruolo (che dovrebbe essere prettamente tecnico) dell'apposita commissione ministeriale. Della quale fa parte di nuovo Mainardi, che si trova così a dover giudicare sulla compatibilità ambientale di un'opera da lui stesso propugnata».(M.Mar.)
      
© riproduzione riservata 

domenica 11 marzo 2012

dal Gazzettino : In Centinaia per dire "no" alla TAV


GRANDI OPERE Villa Comunale stracolma per l’incontro organizzato da comitati e ambientalisti
In centinaia per dire "no" alla Tav
I Comuni prendono posizione, San Stino e Quarto già contrari. «A Portogruaro ci stiamo pensando»

Domenica 11 Marzo 2012,
Sono arrivati in centinaia, e la sala del Caminetto della Villa Comunale si è dimostrata troppa piccola per accoglierli tutti. Il gruppo No Tav Portogruaro, Fiom, Wwf Veneto Orientale, Coordinamento No Tav Venezia-Trieste e Ya Basta hanno fatto il "botto": atri e corridoi laterali si sono così riempiti di gente che cercavano di carpire la "lezione sulla Tav" dei due relatori principali: l'ingegnere Ivan Cicconi e l'ingegnere Claudio Cancelli, presentati dagli organizzatori come due fra i massimi esperti di Tav.
      Una Tav che, dopo Val di Susa, è stata presentata come una grande truffa non solo trasportistica e a scapito dell'ambiente, ma anche ai danni "dell'economia, del debito pubblico nazionale e della democrazia". Con gli strumenti della Legge obiettivo e del Commissario straordinario, a detta dei relatori, ogni competenza decisionale viene "espropriata" agli organi istituzionali del territorio. «I sindaci non potranno che accettare le scelte che il commissario Bortolo Mainardi vorrà fare - affermano i No-Tav -. Una sorta di "foglia di fico" senza alcun potere decisionale». E così i Comuni di Quarto d'Altino e di San Stino, presenti con loro rappresentanti, si sono chiamati fuori dalla logica della Tav considerata inutile e dannosa. In particolare Rita Zanutel, vicesindaco di San Stino, partendo dalla sua esperienza di pendolare («i treni sono spesso in ritardo - ha detto - e non si contano le soppressioni») ha posto in alternativa l'esigenza di potenziare l'attuale linea storica. Una tentazione, quella di lasciar perdere con la Tav, accarezzata anche del Comune di Portogruaro, che starebbe così rilanciando anche rispetto lo stesso contestato patrocinio.
      «Dopo aver stroncato il cosiddetto tracciato basso della Tav - ha detto l'assessore Ivo Simonella - stiamo anche valutando come amministrazione di Portogruaro di chiedere in alternativa alla Tav il potenziamento dell'attuale linea ferroviaria Venezia-Trieste». Sulla "bufala" della fermata della Tav all'aeroporto Marco Polo è intervenuto Beppe Caccia, consigliere comunale a Venezia. «Per capire l'aspetto truffaldino di questa proposta di Tav - ha detto Caccia - c'è questa sparata su una presunta fermata all'aeroporto ad appena 7 chilometri da Mestre. Un vero non senso per un progetto di alta velocità».

mercoledì 25 gennaio 2012

dal Gazzettino Il progetto sembrava essersi arenato nella carenza di fondi Tav, prove tecniche al via

Il Gazzettino di Venezia 25 Gennaio 2012

ALTA VELOCITÀ Il progetto sembrava essersi arenato nella carenza di fondi Tav, prove tecniche al via
Incaricata una ditta per indagini geologiche sui terreni del tracciato "basso"

 Altro che affiancamento della Tav alla linea ferroviaria esistente: l'Italferr sta ancora lavorando sul tracciato "basso". Sconcerto sta destando nei Comuni del Venato Orientale la comunicazione arrivata in questi giorni da "Sgg - Studio di geologia e geofisica" di Siena, che comunica «di aver ricevuto l'incarico dalla Italferr, società appartenente al Gruppo Ferrovie dello Stato, di effettuare la microzonizzazione sismica per la progettazione preliminare della linea ferroviaria Venezia-Trieste, tratta aeroporto Marco Polo-Portogruaro». Si tratta in sostanza di "testare" il territorio dove dovranno essere collocati i binari con prove geologiche.
 La comunicazione ha creato rabbia visto che esiste già un progetto preliminare del tracciato della Tav, bocciato all'unanimità dai Comuni interessati. L'unico a manifestare interesse è stato Jesolo, il cui territorio non è comunque interessato dall'attraversamento dei binari della Tav.
 Nel dettaglio le zone interessate alla microzonizzazione sono a Musile (via Mutilati, via Canale Nuovo, via Castaldia), a San Donà (Via Colle dell'Orso, via Argine di mezzo, via Argine Demanio Pubblico presso via Palazzetto), a Eraclea (via Bernini, via Paradivisi, via Mutera-via Ca’ Nova, via Bertola-via Parada, via Stradona seconda, via Busatonda-via Ancillotto), a Torre di Mosto (via Morlacchi), a San Stino (via Corner, via Cimere, via Fossa Fondi, Argine demanio pubblico presso via Sette Sorelle), a Portogruaro (via Frassinella, via Caserate, via Fossi, via Maute, via Pratiguori, Via Giai, via Bertaldo- via Ponte Covra). In sostanza si tratta del vecchio tracciato "basso" con la conferma per Portogruaro dell'affiancamento all'A4.
Questo ulteriore approfondimento geologico dimostra da un lato che l'idea delle grande opera infrastrutturale non è stata abbandonata sia che anche con l'arrivo del commissario straordinario Bortolo Mainardi l'ipotesi del tracciato basso, "aborrita" dai Comuni, non è stata ancora abbandonata.
 Si spiega così anche il disappunto del presidente della conferenza dei sindaci, Camillo Paludetto, che nonostante i numerosi tentativi fatti finora non è ancora riuscito a fissare l’appuntamento per un incontro con il commissario. Maurizio Marcon

sabato 14 gennaio 2012

PROTESTA Lo striscione esposto ieri all’aeroportoI no global contro la Tav «Qui non passerà mai»

Il Gazzettino di Venezia

PROTESTA Lo striscione esposto ieri all’aeroportoI no global contro la Tav
«Qui non passerà mai»

Manifestazione di protesta al Marco Polo per i progetti di sviluppo dell’aeroporto: nasce un
comitato contrario alla nuova linea ferroviaria Blitz dei no global in aeroporto. Alle partenze del Marco Polo ieri mattina hanno sciorinato un paio di striscioni giganteschi per dire il loro no deciso alla Tav e alla sublagunare, ma anche al progetto di Tessera city e alla nuova pista aeroportuale. Obiettivo della manifestazione in primis il presidente del Marco Polo, Enrico Marchi, attaccato direttamente dal Consigliere comunale Beppe Caccia che lo ha accusato di portare avanti progetti megalomani. «L’aeroporto è stato costruito con i soldi dei cittadini e privatizzato con un colpo di mano della Regione. Deve tornare alla città». Dunque, proprio a partire dall’approvazione del Piano di assetto del territorio, che va in discussione lunedì in
Consiglio comunale, Beppe Caccia ha intenzione di mettere tanti e tali vincoli sulle aree attorno all’aeroporto che sarà impossibile per Marchi pensare alla costruzione della seconda pista e alla realizzazione di centri commerciali. Ma Michele Valentini del Centro Rivolta ha anche annunciato la nascita di un Comitato No Tav proprio qui da noi. Comitato che si batterà, assieme agli altri Comitati No Tav, contro l’idea della costruzione della stazione dell’alta velocità all’aeroporto: «La stazione deve restare a Mestre e a Venezia.» Lo ha detto Valentini e lo ha ribadito Umberto Tronchin della Cgil trasporti che ha partecipato alla manifestazione di protesta di ieri mattina al Marco Polo. «La Tav non ha alcun senso logico. Semplicemente non va fatta perchè non viene incontro agli interessi dei cittadini, ma solo degli speculatori». Dunque no al tracciato dei treni ad alta velocità che passi per l’aeroporto, no alla sublagunare per Venezia e no al progetto di Tessera city fatto di stadio, casinò, alberghi e centri commerciali. Insomma i no global si alleano alla Cgil trasporti per dire che il territorio attorno a Tessera non va toccato. (m.dia.)

venerdì 13 gennaio 2012

da Gazzettino: «Tav senza soldi? Servono altre soluzioni»

Il Gazzettino di Venezia
Venerdi 13 Gennaio 2012

VENEZIA Dopo l’annuncio choc del commissario Mainardi: non ci sono neppure i 400 mila euro per lo studio di fattibilità
«Tav senza soldi? Servono altre soluzioni»
Gli industriali del Veneto: occorrono alternative rispetto al finanziamento pubblico dell’opera
Se non ci sono nemmeno i soldi per uno studio di fattibilità del costo di 400 mila euro, come si può realisticamente pensare che la linea dell’Alta Capacità-Alta Velocità possa essere realizzata? Ci sono tanti modi di reagire di fronte alla notizia choccante, ma neppure tanto sorprendente, secondo cui il commissario straordinario Bortolo Mainardi sta disperatamente cercando i soldi per far eseguire a Rfi lo studio lungo la ferrovia storica che da Mestre conduce a Ronchi dei Legionari, passando per Portogruaro.
«Che non ci siano soldi per la Tav non è una novità» allarga le braccia Franco Miller,
responsabile per Confindustria del Veneto del settore infrastrutture. «Lo abbiamo detto in occasione del convegno organizzato da Confindustria a giugno. Per questo è necessario trovare strade diverse.
Le preoccupazioni di Mainardi sono giustificate». L’analisi di quel convegno partiva proprio dalla certezza che in tempi di vacche magre i soldi pubblici per realizzare la Tav non ci siano. Ne seguì un appello per coinvolgere soggetti privati e banche in una grande partita per realizzare una delle infrastrutture più attese, ma chimeriche.
È venuta la stagione del fai-da-te? «Mi pare evidente - spiega Miller - che i costi ipotizzati da Rfi per il progetto fino a Trieste, circa 7 miliardi e 400 milioni di euro, siano una esagerazione.
Abbiamo costituito un gruppo di lavoro misto, composto da Confindustria, Regione Veneto,
Unioncamere e Anci Veneto. E abbiamo in corso una progettazione per la tratta Padova-Verona a
costi assai inferiori rispetto a Rfi. Verrà certificata da una società di Milano».
Da qualche settimana, di fronte all’ammissione pubblica di mancanza di fondi, si sono aperte
ipotesi alternative rispetto al "tracciato basso" della Tav, che attraversa la campagna veneziana poco a nord delle spiagge. È stato il commissario Mainardi a lanciare l’idea di un tracciato alternativo a quello che ha visto la Regione Veneto in prima fila. Ovvero la Tav lungo l’attuale linea storica.
È a questo che servono i 400 mila euro che Mainardi non riesce a trovare. «Noi lo appoggeremo, affinchè lo Stato li tiri fuori per un realistico progetto di fattibilità» conclude Miller.
Ma anche la Regione Veneto non sta alla finestra, nonostante il progetto di Mainardi possa
sembrare alternativo a quello delle spiagge. L’assessore Renato Chisso: «Per decidere quale sia il percorso migliore serve un’alternativa progettuale. Ci sta bene lo studio di fattibilità per il tracciato della linea storica, che però dovrà prevedere l’attraversamento in galleria dei centri abitati. E ci daremo da fare perchè si trovino i soldi di cui Mainardi ha bisogno».
Dove? «In questo momento la Regione e i Comuni non ne hanno, ma c’è il governo. E c’è anche fi». L’assessore veneto guarda però oltre il problema - tutto sommato modesto rispetto alla mole di finanziamenti necessari - dello studio di fattibilità. «Sappiamo che le risorse per partire con la
Tav non saranno disponibili per tre-quattro anni. Nell’attesa si può mettere mano alla linea storica dove oggi transitano 180-190 treni al giorno, pensando di potenziarla fino a far transitare 240-250 treni. Poi è attrezzata la Pontebbana ferroviaria che conduce a Tarvisio e di lì a Vienna. Ma c’è anche una line a binario unico non elettrificata da Portogruato a Casarsa che si innesta nella Pontebbana». La proposta? «Elettrifichiamola e potremo anticipare la Tav in questa direzione».
È un progetto che non lascia indifferenti neppure gli industriali, ai quali interessa fornire infrastrutture subito alle aziende produttive del sistema Nordest, piuttosto che attendere una
futuribile linea ad alta capacità.

mercoledì 9 novembre 2011

da Gazzettino: Il commissario della Tav l’altro ieri...

IL GAZZETTINO DI VENEZIA
9 Novembre 2011
Il commissario della Tav l’altro ieri ha detto chiaramente che il tunnel in gronda lagunare,
per collegare la stazione di Mestre all’aeroporto, è troppo costoso, ha un impatto ambientale
troppo pesante e la popolazione non lo vuole.


Eppure c’è chi, nel mondo ambientalista, non vedrebbe male un bel tunnel, solo che la proposta
del Cocit, il coordinamento dei comitati contro l’inquinamento da tangenziale, è di mettere in tunnel la ferrovia per l’Alta velocità e l’Alta capacità (Tav/Tac), assieme alla tangenziale stessa.
Sarebbe il coronamento di un sogno: far sparire la tangenziale di Mestre, trasformarla in una
strada urbana e ricucire così la città che, ormai, si sta espandendo a Ovest ben oltre il nuovo
ospedale dell’Angelo.
La proposta del Cocit, naturalmente, non pensa minimamente alla gronda lagunare ma si rifà
alle ultime indicazioni date da Rfi che è orientata a modificare il percorso della Tav/Tac nella tratta VeneziaMestre-Trieste, abbandonando il tracciato del litorale o di gronda lagunare per correre parallelamente alla A4 fin dall’inizio (e non da Portogruaro come ipotizzato precedentemente) e, in secondo luogo, attraversare in tunnel o galleria i tratti abitati.
Se ci sta il treno, dunque, ci può stare benissimo anche la tangenziale. Sarebbe un’occasione
storica perché, secondo il Cocit, «si potrebbero utilizzare le risorse economiche mobilitate dalla realizzazione dell’alta velocità». I vantaggi, continuano i responsabili del coordinamento, sarebbero diversi: «Con ferrovia e tangenziale in tunnel, si libererebbe la città dall’impatto di pesanti servitù infrastrutturali; si potrebbero, inoltre, risolvere i problemi di connessione viabilistica dell’aeroporto verso ovest, di Porto Marghera verso est ma anche della Romea sempre in direzione est; infine si rottamerebbe la tangenziale creando l’opportunità di ricostruire un pezzo di città senza consumare suolo vergine».
L’architetto Ferialdi, d’altro canto, già tempo fa, nel libretto "Il valico di Mestre" nell’ambito del progetto Mest3ovest, trattò l’argomento auspicando una soluzione simile e citando gli esempi di Amsterdam e di Madrid che hanno già fatto questa scelta: portare le strade sottoterra e liberare spazi per la città. (e.t.)

mercoledì 26 ottobre 2011

da Gazzettino: La nuova Tav spacca i sindaci

IL GAZZETTINO DI VENEZIA
26 ottobre 2011

MUSILE DI PIAVE Basso: ci stanno mettendo l’uno contro l’altro
La nuova Tav spacca i sindaci


Comuni in allarme: il tracciato "alto" e in tunnel inverte il fronte della protesta
Sul nuovo percorso della Tav si sono invertite le posizioni: esultano i Comuni che non volevano il «tracciato basso» e si disperano quelli che si ritenevano estranei ai binari e invece potrebbero trovarsi la Tav in casa.
Soddisfatto è Gianluca Forcolin, sindaco di Musile, per la richiesta del commissario Mainardi di un progetto di tracciato alternativo, parallelo all'attuale ferrovia e con il passaggio in tunnel dei centri abitati.
«È una soddisfazione per tutti coloro che in questi mesi hanno lavorato per il territorio in modo propositivo e costruttivo - dice -È la vittoria del buonsenso e di tutti noi sindaci che assieme alla Provincia si sono confrontati con la Regione per condividere una scelta così importante. Resta il rammarico per le posizioni demagogiche e strumentali del gruppo di Impegno democratico di Musile che ha portato all'esasperazione infondata molte famiglie, le quali avevano già intrapreso azioni per la vendita di alloggi e terreni a ridosso di quella che ritenevano fosse la linea già decisa della Tav, attraverso Millepertiche e il centro di Caposile. Invece ora si sta dirottando il tracciato sulla linea ferroviaria: questa è la vittoria di un territorio, della politica che lavora per i cittadini e non delle chiacchiere». Non è per nulla soddisfatto, invece, Michele Basso, sindaco di Meolo.
«Non siamo d'accordo su un tracciato a fianco della ferrovia, che danneggerebbe Meolo perché
dovrebbe passare in mezzo al centro abitato - sostiene - Ci sarebbero problemi anche se la Tav, larga quasi 100 metri, fosse realizzata sotto le abitazioni. È preferibile far passare la Tav in zone popolose o invece sarebbe meglio spostarla in aree di campagna? Ancora una volta si stanno mettendo i Comuni l'uno contro l'altro. Spero che il commissario Mainardi faccia un buon lavoro e interpelli i Comuni, valuti i pro e i contro di entrambi i progetti e non si dimentichi di noi».

lunedì 8 novembre 2010

da Gazzettino: Tav, a rischio i vigneti del Lison

IL GAZZETTINO DI VENEZIA
8 novembre 2010
Tav, a rischio i vigneti del Lison

I binari della Tav bypasserano la stazione dei treni di Portogruaro per correre affiancati a sud
dell’autostrada che sarà agganciata tra Loncon e Lison, attraversando la zona dei vigneti doc per correre poi tra gli abitati di Summaga e Pradipozzo e prendere in pieno il bosco di Alvisopoli, oasi del Wwf. Tanto si è finora discusso, e polemizzato, sulle diverse altezze del cosiddetto tracciato sublitoraneo in zona di bonifica che è stata tralasciata la parte più orientale del tracciato in terra veneta. E anche qui, nonostante attraversi una fascia già compromessa dalla stessa autostrada non è che non si possano creare problemi. In particolare nell’attraversare i pregiati vigneti doc di Loncon e Lison. Proprio per questo Legambiente del
Veneto Orientale dopo aver organizzato incontri e promosso comitati nel Sandonatese ora passa nel Portogruarese. Per mercoledì, alle ore 20.45, all’oratorio parrocchiale di Lison ha organizzato un incontro sul tema «Lo sa i che anche Lison – Pradipozzo – Loncon Summaga saranno attraversate dal treno ad alta velocità?». Di converso viene risparmiato il centro di Portogruaro visto che sembra proprio escluso che la Tav si affianchi alla linea ferroviara Venezia-Trieste per attraversare il capoluogo in prospettiva di una fermata. A questo proposito interviene Pietro Rambuschi, consigliere comunale del Pdl, esperto in strade ferrate, visto il suo ruolo di ex funzionario di Trenitalia. «Per fugare molte perplessità in merito alla Tav –
spiega – bisogna sapere che il progetto dell’alta velocità ferroviara non ha mai previsto la fermata a Portogruaro, perché i treni in partenza da Mestre effettueranno la prima fermata a Trieste; la Tav, una volta ultimata, incrementerà anche la capacità di tutto il sistema ferroviario (alta capacità) per i treni merci; nel primo tratto, da Mestre a Portogruaro, l’affiancamento alla costruenda terza corsia autostradale non è possibile perche comporterebbe l’abbattimento di oltre 2.500 immobili da ricostruire, per far posto ai nuovi binari, con costi elevatissimi».

domenica 17 ottobre 2010

da Gazzettino: «Le alluvioni, grande insidia della Tav»

DOMENICA 17 OTTOBRE 2010

«Le alluvioni, grande insidia della Tav»
RONCADE - L’accordo, trovato tra i presidenti di Veneto e Friuli Venezia Giulia, sul tracciato Mestre- Portogruaro, per molti è stata un accelerazione al progetto della Tav. Per Simonetta Rubinato, sindaco di Roncade, invece, è stata l’ennesima occasione persa, da parte della Regione, di interpellare gli amministratori locali. «Sicuramente – dice il sindaco - verrà un momento in cui ci chiameranno, lo prevede la legge. Ma, forse, lavorare di concerto, anche nella fase preliminare, avrebbe, quanto meno, cambiato il modus operandi, tanto contestato dalla Lega, della giunta Galan, che chiamava a raccolta gli amministratori locali solo a cose fatte. Mi pare che Zaia non stia cambiando le cose». Non sono solo queste, però, le perplessità della Rubinato. Il suo più vivo timore è che non ci siano i soldi di realizzo dell’opera e precisa che le sue perplessità sulla decisione di non far correre la Tav lungo la A4, non sono ostruzionismo politico ma reali preoccupazioni. «Innanzitutto - spiega il primo cittadino – spostando il tracciato più a sud significa sventrare le campagne venete, per esempio quelle del mio comune, per far passare la Tav. In secondo luogo mi chiedo se si è tenuto conto che queste zone sono aree alluvionali con tutti i disagi che comportano». Giorgia Migliore

mercoledì 13 ottobre 2010

da Gazzettino: Alta velocità, una stazione per le spiagge: ecco la mappa della Tav in Veneto e Friuli

IL GAZZETTINO DI VENEZIA
Mercoledì 13 Ottobre 2010
Alta velocità, una stazione per le spiagge: ecco la mappa della Tav in Veneto e
Friuli

Da Ronchi a Portogruaro tracciato parallelo alla A4, poi scenderà verso il mare. Progetti preliminari entro il 2010

VENEZIA - Friuli Venezia Giulia e Veneto hanno ufficializzato la loro posizione sulla Tav tra
Venezia e Trieste: da Mestre a Portogruaro il tracciato seguirà la variante sud, da Portogruaro a Ronchi dei Legionari correrà parallelo all'autostrada A4.
Questo significa che in Veneto l'alta velocità scenderà verso la fascia litoranea, una volontà già espressa dal presidente della Regione Luca Zaia al suo arrivo oggi all'incontro con Renzo Tondo, presidente del Friuli Venezia Giulia e il coordinatore europeo del Progetto prioritario numero 6, Laurens Jan Brinkhorst.
Ecco la mappa dei due possibili tracciati della Tav in Veneto e Friuli:


«In Veneto - ha spiegato Zaia - c'è l'intenzione di scendere verso la fascia litoranea e avere una stazione che serva tutte le spiaggie. Il Friuli Venezia Giulia farà le sue scelte sul suo territorio».
Parlando dei malumori di alcuni amministratori locali sulla scelta della variante bassa, preferita all'affiancamento all'autostrada A4, Zaia ha garantito che il tracciato «sarà oggetto di valutazione, osservazioni e condivisione con gli Enti locali». Ricordando l'entità dell'opera - circa 4,2 miliardi di euro - Zaia ha concluso dicendo che il Veneto vuole «con forza» questo progetto Ora le due Regioni hanno tempo fino alla fine del 2010 per consegnare i progetti preliminari, su cui è già al lavoro Italferr, alla Commissione europea. Tale scadenza andrà rispettata per evitare la perdita dei fondi comunitari.