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venerdì 6 aprile 2012
martedì 13 marzo 2012
Gazzettino: Wwf boccia il commissario «È in conflitto d’interessi»
| NO TAV Contestato Mainardi |
| Wwf boccia il commissario «È in conflitto d’interessi» |
| Martedì 13 Marzo 2012, |
| PORTOGRUARO - Anche il Wwf, dopo i sindaci, contesta il commissario straordinario della Tav Bortolo Mainardi. Se i primi cittadini contestano il loro mancato coinvolgimento nel processo partecipativo di elaborazione delle ipotesi progettuali, il Wwf chiede al Governo di risolvere il «conflitto di interessi che vede Mainardi a un tempo commissario per la Venezia-Trieste e membro della commissione Via». «Il commissario per la Tav - scrivono ai ministri dell'ambiente Corrado Clini e delle infrastrutture Corrado Passera, i presidenti del Wwf Italia Stefano Leoni, del Wwf Veneto Walter Miotto e del Wwf Friuli Roberto Pizzutti - non può essere anche giudice dell'impatto ambientale». Evidente, per il Wwf il conflitto di interessi che il doppio ruolo, affidato alla stessa persona, implica. Quale commissario per l'asse ferroviario in questione, Mainardi è a tutti gli effetti il rappresentante del ministero delle infrastrutture interessata alla realizzazione delle opera tramite Rfi. Il progetto della Tav Venezia - Trieste, presentato a dicembre 2010 da Rfi, deve però superare lo scoglio della Via, in cui è decisivo il ruolo (che dovrebbe essere prettamente tecnico) dell'apposita commissione ministeriale. Della quale fa parte di nuovo Mainardi, che si trova così a dover giudicare sulla compatibilità ambientale di un'opera da lui stesso propugnata».(M.Mar.) © riproduzione riservata |
domenica 11 marzo 2012
dal Gazzettino : In Centinaia per dire "no" alla TAV
| GRANDI OPERE Villa Comunale stracolma per l’incontro organizzato da comitati e ambientalisti |
| In centinaia per dire "no" alla Tav |
| I Comuni prendono posizione, San Stino e Quarto già contrari. «A Portogruaro ci stiamo pensando» |
| Domenica 11 Marzo 2012, |
| Sono arrivati in centinaia, e la sala del Caminetto della Villa Comunale si è dimostrata troppa piccola per accoglierli tutti. Il gruppo No Tav Portogruaro, Fiom, Wwf Veneto Orientale, Coordinamento No Tav Venezia-Trieste e Ya Basta hanno fatto il "botto": atri e corridoi laterali si sono così riempiti di gente che cercavano di carpire la "lezione sulla Tav" dei due relatori principali: l'ingegnere Ivan Cicconi e l'ingegnere Claudio Cancelli, presentati dagli organizzatori come due fra i massimi esperti di Tav. Una Tav che, dopo Val di Susa, è stata presentata come una grande truffa non solo trasportistica e a scapito dell'ambiente, ma anche ai danni "dell'economia, del debito pubblico nazionale e della democrazia". Con gli strumenti della Legge obiettivo e del Commissario straordinario, a detta dei relatori, ogni competenza decisionale viene "espropriata" agli organi istituzionali del territorio. «I sindaci non potranno che accettare le scelte che il commissario Bortolo Mainardi vorrà fare - affermano i No-Tav -. Una sorta di "foglia di fico" senza alcun potere decisionale». E così i Comuni di Quarto d'Altino e di San Stino, presenti con loro rappresentanti, si sono chiamati fuori dalla logica della Tav considerata inutile e dannosa. In particolare Rita Zanutel, vicesindaco di San Stino, partendo dalla sua esperienza di pendolare («i treni sono spesso in ritardo - ha detto - e non si contano le soppressioni») ha posto in alternativa l'esigenza di potenziare l'attuale linea storica. Una tentazione, quella di lasciar perdere con la Tav, accarezzata anche del Comune di Portogruaro, che starebbe così rilanciando anche rispetto lo stesso contestato patrocinio. «Dopo aver stroncato il cosiddetto tracciato basso della Tav - ha detto l'assessore Ivo Simonella - stiamo anche valutando come amministrazione di Portogruaro di chiedere in alternativa alla Tav il potenziamento dell'attuale linea ferroviaria Venezia-Trieste». Sulla "bufala" della fermata della Tav all'aeroporto Marco Polo è intervenuto Beppe Caccia, consigliere comunale a Venezia. «Per capire l'aspetto truffaldino di questa proposta di Tav - ha detto Caccia - c'è questa sparata su una presunta fermata all'aeroporto ad appena 7 chilometri da Mestre. Un vero non senso per un progetto di alta velocità». |
mercoledì 25 gennaio 2012
dal Gazzettino Il progetto sembrava essersi arenato nella carenza di fondi Tav, prove tecniche al via
Il Gazzettino di Venezia
25 Gennaio 2012
ALTA VELOCITÀ Il progetto sembrava essersi arenato nella carenza di fondi Tav, prove tecniche al via
Incaricata una ditta per indagini geologiche sui terreni del tracciato "basso"
Altro che affiancamento della Tav alla linea ferroviaria esistente: l'Italferr sta ancora lavorando sul tracciato "basso". Sconcerto sta destando nei Comuni del Venato Orientale la comunicazione arrivata in questi giorni da "Sgg - Studio di geologia e geofisica" di Siena, che comunica «di aver ricevuto l'incarico dalla Italferr, società appartenente al Gruppo Ferrovie dello Stato, di effettuare la microzonizzazione sismica per la progettazione preliminare della linea ferroviaria Venezia-Trieste, tratta aeroporto Marco Polo-Portogruaro». Si tratta in sostanza di "testare" il territorio dove dovranno essere collocati i binari con prove geologiche.
La comunicazione ha creato rabbia visto che esiste già un progetto preliminare del tracciato della Tav, bocciato all'unanimità dai Comuni interessati. L'unico a manifestare interesse è stato Jesolo, il cui territorio non è comunque interessato dall'attraversamento dei binari della Tav.
Nel dettaglio le zone interessate alla microzonizzazione sono a Musile (via Mutilati, via Canale Nuovo, via Castaldia), a San Donà (Via Colle dell'Orso, via Argine di mezzo, via Argine Demanio Pubblico presso via Palazzetto), a Eraclea (via Bernini, via Paradivisi, via Mutera-via Ca’ Nova, via Bertola-via Parada, via Stradona seconda, via Busatonda-via Ancillotto), a Torre di Mosto (via Morlacchi), a San Stino (via Corner, via Cimere, via Fossa Fondi, Argine demanio pubblico presso via Sette Sorelle), a Portogruaro (via Frassinella, via Caserate, via Fossi, via Maute, via Pratiguori, Via Giai, via Bertaldo- via Ponte Covra). In sostanza si tratta del vecchio tracciato "basso" con la conferma per Portogruaro dell'affiancamento all'A4.
Questo ulteriore approfondimento geologico dimostra da un lato che l'idea delle grande opera infrastrutturale non è stata abbandonata sia che anche con l'arrivo del commissario straordinario Bortolo Mainardi l'ipotesi del tracciato basso, "aborrita" dai Comuni, non è stata ancora abbandonata.
Si spiega così anche il disappunto del presidente della conferenza dei sindaci, Camillo Paludetto, che nonostante i numerosi tentativi fatti finora non è ancora riuscito a fissare l’appuntamento per un incontro con il commissario. Maurizio Marcon
ALTA VELOCITÀ Il progetto sembrava essersi arenato nella carenza di fondi Tav, prove tecniche al via
Incaricata una ditta per indagini geologiche sui terreni del tracciato "basso"
Altro che affiancamento della Tav alla linea ferroviaria esistente: l'Italferr sta ancora lavorando sul tracciato "basso". Sconcerto sta destando nei Comuni del Venato Orientale la comunicazione arrivata in questi giorni da "Sgg - Studio di geologia e geofisica" di Siena, che comunica «di aver ricevuto l'incarico dalla Italferr, società appartenente al Gruppo Ferrovie dello Stato, di effettuare la microzonizzazione sismica per la progettazione preliminare della linea ferroviaria Venezia-Trieste, tratta aeroporto Marco Polo-Portogruaro». Si tratta in sostanza di "testare" il territorio dove dovranno essere collocati i binari con prove geologiche.
La comunicazione ha creato rabbia visto che esiste già un progetto preliminare del tracciato della Tav, bocciato all'unanimità dai Comuni interessati. L'unico a manifestare interesse è stato Jesolo, il cui territorio non è comunque interessato dall'attraversamento dei binari della Tav.
Nel dettaglio le zone interessate alla microzonizzazione sono a Musile (via Mutilati, via Canale Nuovo, via Castaldia), a San Donà (Via Colle dell'Orso, via Argine di mezzo, via Argine Demanio Pubblico presso via Palazzetto), a Eraclea (via Bernini, via Paradivisi, via Mutera-via Ca’ Nova, via Bertola-via Parada, via Stradona seconda, via Busatonda-via Ancillotto), a Torre di Mosto (via Morlacchi), a San Stino (via Corner, via Cimere, via Fossa Fondi, Argine demanio pubblico presso via Sette Sorelle), a Portogruaro (via Frassinella, via Caserate, via Fossi, via Maute, via Pratiguori, Via Giai, via Bertaldo- via Ponte Covra). In sostanza si tratta del vecchio tracciato "basso" con la conferma per Portogruaro dell'affiancamento all'A4.
Questo ulteriore approfondimento geologico dimostra da un lato che l'idea delle grande opera infrastrutturale non è stata abbandonata sia che anche con l'arrivo del commissario straordinario Bortolo Mainardi l'ipotesi del tracciato basso, "aborrita" dai Comuni, non è stata ancora abbandonata.
Si spiega così anche il disappunto del presidente della conferenza dei sindaci, Camillo Paludetto, che nonostante i numerosi tentativi fatti finora non è ancora riuscito a fissare l’appuntamento per un incontro con il commissario. Maurizio Marcon
sabato 14 gennaio 2012
Nuova Venezia: Blitz anti-Tav dentro l’aeroporto
La Nuova Venezia
Blitz anti-Tav dentro l’aeroporto
Una quindicina di giovani con striscioni e volantini per contestare Marchi
di Mitia Chiarin
«Marchi, giù le mani dal territorio», recita uno striscione. L’altro sintetizza gli slogan della
protesta:«No Tav, no terza pista, no a Tessera city». Per la prima volta l’atrio delle partenze
dell’aeroporto Marco Polo di Tessera ieri mattina a mezzogiorno è stato il teatro di una protesta contro l’alta velocità e i grandi progetti che si intrecciano attorno all’area degli ettari «d’oro» del Quadrante di Tessera. Lunedì in Consiglio comunale in via Palazzo (dalle 14.30) inizia la discussione sul Pat, il nuovo Piano di assetto del Territorio e la polemica politica si incentra proprio sul futuro di Tessera. L’iniziativa di ieri sancisce anche la nascita del comitato mestrino contro la Tav che si alleerà con i gruppi di Portogruaro e Friuli Venezia Giulia. Ieri hanno fatto sentire la loro voce l’Assemblea permanente contro il rischio chimico, il centro sociale Rivolta di Marghera, il coordinamento studenti medi di Mestre e Venezia. Al pacifico blitz hanno partecipato anche il consigliere comunale di «In Comune» Beppe Caccia e il sindacalista della Filt Cgil, Umberto Tronchin ( e anche questa è una novit da rilevare). Una quindicina di giovani, con in testa Michele Valentini e Tommaso Cacciari, hanno distribuito ai viaggiatori diretti al check-in delle partenze volantini che spiegavano il blitz di protesta e il testo di un appello firmato anche da Legambiente Venezia, Morion, VerdiAmbienteeSocietà di Venezia, Casa dei Beni comuni di Venezia. Il documento è stato letto dentro l’aeroporto con l’aiuto di un megafono da Valentini e Vittoria Scarpa. «Il business del cemento vuole imporre scelte che non sono quelle giuste per la città e che non sono passate attraverso un parere democratico dei cittadini». Quindi serve uno stop agli appetiti su Tessera. No alla Tav e alla sublagunare, no al raddoppio della pista dell’aeroporto e a Tessera city: il quadrante deve ospitare il nuovo stadio, dice Beppe Caccia, e non alberghi, negozi e uffici a
cui guarda la Save di Marchi «con il suo progetto megalomane. Non c’è aeroporto che abbia il
numero di infrastrutture – dice – pensate da Marchi nello studio di fattibilità presentato lo scorso novembre e che dovrebbe essere realizzato coi nostri soldi. Opere che non si faranno ma
favoriscono le speculazioni immobiliari». Chiaro è il no di Tronchin allo spostamento «della
stazione centrale da Venezia a Tessera. Per i collegamenti con l’aeroporto basta il metrò regionale e il tram. I tunnel sotto la laguna sono inutili». Caccia ricorda poi che l’aeroporto Marco Polo «è patrimonio della comunità veneziana e dovrebbe tornare ad operare in sintonia con la città. Sui grandi progetti l’ultima parola deve essere del Comune di Venezia». La posizione dei comitati sarà ribadita negli emendamenti al Pat di «In Comune», pensati per rafforzare le prescrizioni di Comune e Provincia. Aree di Tessera, non utilizzate per lo stadio, vincolate ad utilizzi agricoli o a bosco;
riconferma del parere negativo sulla Tav, già dato con la Via nel 2010 dal Comune e richiesta al
commissario Mainardi di valutare altre ipotesi di tracciato visto anche il dissenso di Ferrovie.
Blitz anti-Tav dentro l’aeroporto
Una quindicina di giovani con striscioni e volantini per contestare Marchi
di Mitia Chiarin
«Marchi, giù le mani dal territorio», recita uno striscione. L’altro sintetizza gli slogan della
protesta:«No Tav, no terza pista, no a Tessera city». Per la prima volta l’atrio delle partenze
dell’aeroporto Marco Polo di Tessera ieri mattina a mezzogiorno è stato il teatro di una protesta contro l’alta velocità e i grandi progetti che si intrecciano attorno all’area degli ettari «d’oro» del Quadrante di Tessera. Lunedì in Consiglio comunale in via Palazzo (dalle 14.30) inizia la discussione sul Pat, il nuovo Piano di assetto del Territorio e la polemica politica si incentra proprio sul futuro di Tessera. L’iniziativa di ieri sancisce anche la nascita del comitato mestrino contro la Tav che si alleerà con i gruppi di Portogruaro e Friuli Venezia Giulia. Ieri hanno fatto sentire la loro voce l’Assemblea permanente contro il rischio chimico, il centro sociale Rivolta di Marghera, il coordinamento studenti medi di Mestre e Venezia. Al pacifico blitz hanno partecipato anche il consigliere comunale di «In Comune» Beppe Caccia e il sindacalista della Filt Cgil, Umberto Tronchin ( e anche questa è una novit da rilevare). Una quindicina di giovani, con in testa Michele Valentini e Tommaso Cacciari, hanno distribuito ai viaggiatori diretti al check-in delle partenze volantini che spiegavano il blitz di protesta e il testo di un appello firmato anche da Legambiente Venezia, Morion, VerdiAmbienteeSocietà di Venezia, Casa dei Beni comuni di Venezia. Il documento è stato letto dentro l’aeroporto con l’aiuto di un megafono da Valentini e Vittoria Scarpa. «Il business del cemento vuole imporre scelte che non sono quelle giuste per la città e che non sono passate attraverso un parere democratico dei cittadini». Quindi serve uno stop agli appetiti su Tessera. No alla Tav e alla sublagunare, no al raddoppio della pista dell’aeroporto e a Tessera city: il quadrante deve ospitare il nuovo stadio, dice Beppe Caccia, e non alberghi, negozi e uffici a
cui guarda la Save di Marchi «con il suo progetto megalomane. Non c’è aeroporto che abbia il
numero di infrastrutture – dice – pensate da Marchi nello studio di fattibilità presentato lo scorso novembre e che dovrebbe essere realizzato coi nostri soldi. Opere che non si faranno ma
favoriscono le speculazioni immobiliari». Chiaro è il no di Tronchin allo spostamento «della
stazione centrale da Venezia a Tessera. Per i collegamenti con l’aeroporto basta il metrò regionale e il tram. I tunnel sotto la laguna sono inutili». Caccia ricorda poi che l’aeroporto Marco Polo «è patrimonio della comunità veneziana e dovrebbe tornare ad operare in sintonia con la città. Sui grandi progetti l’ultima parola deve essere del Comune di Venezia». La posizione dei comitati sarà ribadita negli emendamenti al Pat di «In Comune», pensati per rafforzare le prescrizioni di Comune e Provincia. Aree di Tessera, non utilizzate per lo stadio, vincolate ad utilizzi agricoli o a bosco;
riconferma del parere negativo sulla Tav, già dato con la Via nel 2010 dal Comune e richiesta al
commissario Mainardi di valutare altre ipotesi di tracciato visto anche il dissenso di Ferrovie.
PROTESTA Lo striscione esposto ieri all’aeroportoI no global contro la Tav «Qui non passerà mai»
Il Gazzettino di Venezia
PROTESTA Lo striscione esposto ieri all’aeroportoI no global contro la Tav
«Qui non passerà mai»
Manifestazione di protesta al Marco Polo per i progetti di sviluppo dell’aeroporto: nasce un
comitato contrario alla nuova linea ferroviaria Blitz dei no global in aeroporto. Alle partenze del Marco Polo ieri mattina hanno sciorinato un paio di striscioni giganteschi per dire il loro no deciso alla Tav e alla sublagunare, ma anche al progetto di Tessera city e alla nuova pista aeroportuale. Obiettivo della manifestazione in primis il presidente del Marco Polo, Enrico Marchi, attaccato direttamente dal Consigliere comunale Beppe Caccia che lo ha accusato di portare avanti progetti megalomani. «L’aeroporto è stato costruito con i soldi dei cittadini e privatizzato con un colpo di mano della Regione. Deve tornare alla città». Dunque, proprio a partire dall’approvazione del Piano di assetto del territorio, che va in discussione lunedì in
Consiglio comunale, Beppe Caccia ha intenzione di mettere tanti e tali vincoli sulle aree attorno all’aeroporto che sarà impossibile per Marchi pensare alla costruzione della seconda pista e alla realizzazione di centri commerciali. Ma Michele Valentini del Centro Rivolta ha anche annunciato la nascita di un Comitato No Tav proprio qui da noi. Comitato che si batterà, assieme agli altri Comitati No Tav, contro l’idea della costruzione della stazione dell’alta velocità all’aeroporto: «La stazione deve restare a Mestre e a Venezia.» Lo ha detto Valentini e lo ha ribadito Umberto Tronchin della Cgil trasporti che ha partecipato alla manifestazione di protesta di ieri mattina al Marco Polo. «La Tav non ha alcun senso logico. Semplicemente non va fatta perchè non viene incontro agli interessi dei cittadini, ma solo degli speculatori». Dunque no al tracciato dei treni ad alta velocità che passi per l’aeroporto, no alla sublagunare per Venezia e no al progetto di Tessera city fatto di stadio, casinò, alberghi e centri commerciali. Insomma i no global si alleano alla Cgil trasporti per dire che il territorio attorno a Tessera non va toccato. (m.dia.)
PROTESTA Lo striscione esposto ieri all’aeroportoI no global contro la Tav
«Qui non passerà mai»
Manifestazione di protesta al Marco Polo per i progetti di sviluppo dell’aeroporto: nasce un
comitato contrario alla nuova linea ferroviaria Blitz dei no global in aeroporto. Alle partenze del Marco Polo ieri mattina hanno sciorinato un paio di striscioni giganteschi per dire il loro no deciso alla Tav e alla sublagunare, ma anche al progetto di Tessera city e alla nuova pista aeroportuale. Obiettivo della manifestazione in primis il presidente del Marco Polo, Enrico Marchi, attaccato direttamente dal Consigliere comunale Beppe Caccia che lo ha accusato di portare avanti progetti megalomani. «L’aeroporto è stato costruito con i soldi dei cittadini e privatizzato con un colpo di mano della Regione. Deve tornare alla città». Dunque, proprio a partire dall’approvazione del Piano di assetto del territorio, che va in discussione lunedì in
Consiglio comunale, Beppe Caccia ha intenzione di mettere tanti e tali vincoli sulle aree attorno all’aeroporto che sarà impossibile per Marchi pensare alla costruzione della seconda pista e alla realizzazione di centri commerciali. Ma Michele Valentini del Centro Rivolta ha anche annunciato la nascita di un Comitato No Tav proprio qui da noi. Comitato che si batterà, assieme agli altri Comitati No Tav, contro l’idea della costruzione della stazione dell’alta velocità all’aeroporto: «La stazione deve restare a Mestre e a Venezia.» Lo ha detto Valentini e lo ha ribadito Umberto Tronchin della Cgil trasporti che ha partecipato alla manifestazione di protesta di ieri mattina al Marco Polo. «La Tav non ha alcun senso logico. Semplicemente non va fatta perchè non viene incontro agli interessi dei cittadini, ma solo degli speculatori». Dunque no al tracciato dei treni ad alta velocità che passi per l’aeroporto, no alla sublagunare per Venezia e no al progetto di Tessera city fatto di stadio, casinò, alberghi e centri commerciali. Insomma i no global si alleano alla Cgil trasporti per dire che il territorio attorno a Tessera non va toccato. (m.dia.)
venerdì 13 gennaio 2012
da Gazzettino: «Tav senza soldi? Servono altre soluzioni»
Il Gazzettino di Venezia
Venerdi 13 Gennaio 2012
VENEZIA Dopo l’annuncio choc del commissario Mainardi: non ci sono neppure i 400 mila euro per lo studio di fattibilità
«Tav senza soldi? Servono altre soluzioni»
Gli industriali del Veneto: occorrono alternative rispetto al finanziamento pubblico dell’opera
Se non ci sono nemmeno i soldi per uno studio di fattibilità del costo di 400 mila euro, come si può realisticamente pensare che la linea dell’Alta Capacità-Alta Velocità possa essere realizzata? Ci sono tanti modi di reagire di fronte alla notizia choccante, ma neppure tanto sorprendente, secondo cui il commissario straordinario Bortolo Mainardi sta disperatamente cercando i soldi per far eseguire a Rfi lo studio lungo la ferrovia storica che da Mestre conduce a Ronchi dei Legionari, passando per Portogruaro.
«Che non ci siano soldi per la Tav non è una novità» allarga le braccia Franco Miller,
responsabile per Confindustria del Veneto del settore infrastrutture. «Lo abbiamo detto in occasione del convegno organizzato da Confindustria a giugno. Per questo è necessario trovare strade diverse.
Le preoccupazioni di Mainardi sono giustificate». L’analisi di quel convegno partiva proprio dalla certezza che in tempi di vacche magre i soldi pubblici per realizzare la Tav non ci siano. Ne seguì un appello per coinvolgere soggetti privati e banche in una grande partita per realizzare una delle infrastrutture più attese, ma chimeriche.
È venuta la stagione del fai-da-te? «Mi pare evidente - spiega Miller - che i costi ipotizzati da Rfi per il progetto fino a Trieste, circa 7 miliardi e 400 milioni di euro, siano una esagerazione.
Abbiamo costituito un gruppo di lavoro misto, composto da Confindustria, Regione Veneto,
Unioncamere e Anci Veneto. E abbiamo in corso una progettazione per la tratta Padova-Verona a
costi assai inferiori rispetto a Rfi. Verrà certificata da una società di Milano».
Da qualche settimana, di fronte all’ammissione pubblica di mancanza di fondi, si sono aperte
ipotesi alternative rispetto al "tracciato basso" della Tav, che attraversa la campagna veneziana poco a nord delle spiagge. È stato il commissario Mainardi a lanciare l’idea di un tracciato alternativo a quello che ha visto la Regione Veneto in prima fila. Ovvero la Tav lungo l’attuale linea storica.
È a questo che servono i 400 mila euro che Mainardi non riesce a trovare. «Noi lo appoggeremo, affinchè lo Stato li tiri fuori per un realistico progetto di fattibilità» conclude Miller.
Ma anche la Regione Veneto non sta alla finestra, nonostante il progetto di Mainardi possa
sembrare alternativo a quello delle spiagge. L’assessore Renato Chisso: «Per decidere quale sia il percorso migliore serve un’alternativa progettuale. Ci sta bene lo studio di fattibilità per il tracciato della linea storica, che però dovrà prevedere l’attraversamento in galleria dei centri abitati. E ci daremo da fare perchè si trovino i soldi di cui Mainardi ha bisogno».
Dove? «In questo momento la Regione e i Comuni non ne hanno, ma c’è il governo. E c’è anche fi». L’assessore veneto guarda però oltre il problema - tutto sommato modesto rispetto alla mole di finanziamenti necessari - dello studio di fattibilità. «Sappiamo che le risorse per partire con la
Tav non saranno disponibili per tre-quattro anni. Nell’attesa si può mettere mano alla linea storica dove oggi transitano 180-190 treni al giorno, pensando di potenziarla fino a far transitare 240-250 treni. Poi è attrezzata la Pontebbana ferroviaria che conduce a Tarvisio e di lì a Vienna. Ma c’è anche una line a binario unico non elettrificata da Portogruato a Casarsa che si innesta nella Pontebbana». La proposta? «Elettrifichiamola e potremo anticipare la Tav in questa direzione».
È un progetto che non lascia indifferenti neppure gli industriali, ai quali interessa fornire infrastrutture subito alle aziende produttive del sistema Nordest, piuttosto che attendere una
futuribile linea ad alta capacità.
Venerdi 13 Gennaio 2012
VENEZIA Dopo l’annuncio choc del commissario Mainardi: non ci sono neppure i 400 mila euro per lo studio di fattibilità
«Tav senza soldi? Servono altre soluzioni»
Gli industriali del Veneto: occorrono alternative rispetto al finanziamento pubblico dell’opera
Se non ci sono nemmeno i soldi per uno studio di fattibilità del costo di 400 mila euro, come si può realisticamente pensare che la linea dell’Alta Capacità-Alta Velocità possa essere realizzata? Ci sono tanti modi di reagire di fronte alla notizia choccante, ma neppure tanto sorprendente, secondo cui il commissario straordinario Bortolo Mainardi sta disperatamente cercando i soldi per far eseguire a Rfi lo studio lungo la ferrovia storica che da Mestre conduce a Ronchi dei Legionari, passando per Portogruaro.
«Che non ci siano soldi per la Tav non è una novità» allarga le braccia Franco Miller,
responsabile per Confindustria del Veneto del settore infrastrutture. «Lo abbiamo detto in occasione del convegno organizzato da Confindustria a giugno. Per questo è necessario trovare strade diverse.
Le preoccupazioni di Mainardi sono giustificate». L’analisi di quel convegno partiva proprio dalla certezza che in tempi di vacche magre i soldi pubblici per realizzare la Tav non ci siano. Ne seguì un appello per coinvolgere soggetti privati e banche in una grande partita per realizzare una delle infrastrutture più attese, ma chimeriche.
È venuta la stagione del fai-da-te? «Mi pare evidente - spiega Miller - che i costi ipotizzati da Rfi per il progetto fino a Trieste, circa 7 miliardi e 400 milioni di euro, siano una esagerazione.
Abbiamo costituito un gruppo di lavoro misto, composto da Confindustria, Regione Veneto,
Unioncamere e Anci Veneto. E abbiamo in corso una progettazione per la tratta Padova-Verona a
costi assai inferiori rispetto a Rfi. Verrà certificata da una società di Milano».
Da qualche settimana, di fronte all’ammissione pubblica di mancanza di fondi, si sono aperte
ipotesi alternative rispetto al "tracciato basso" della Tav, che attraversa la campagna veneziana poco a nord delle spiagge. È stato il commissario Mainardi a lanciare l’idea di un tracciato alternativo a quello che ha visto la Regione Veneto in prima fila. Ovvero la Tav lungo l’attuale linea storica.
È a questo che servono i 400 mila euro che Mainardi non riesce a trovare. «Noi lo appoggeremo, affinchè lo Stato li tiri fuori per un realistico progetto di fattibilità» conclude Miller.
Ma anche la Regione Veneto non sta alla finestra, nonostante il progetto di Mainardi possa
sembrare alternativo a quello delle spiagge. L’assessore Renato Chisso: «Per decidere quale sia il percorso migliore serve un’alternativa progettuale. Ci sta bene lo studio di fattibilità per il tracciato della linea storica, che però dovrà prevedere l’attraversamento in galleria dei centri abitati. E ci daremo da fare perchè si trovino i soldi di cui Mainardi ha bisogno».
Dove? «In questo momento la Regione e i Comuni non ne hanno, ma c’è il governo. E c’è anche fi». L’assessore veneto guarda però oltre il problema - tutto sommato modesto rispetto alla mole di finanziamenti necessari - dello studio di fattibilità. «Sappiamo che le risorse per partire con la
Tav non saranno disponibili per tre-quattro anni. Nell’attesa si può mettere mano alla linea storica dove oggi transitano 180-190 treni al giorno, pensando di potenziarla fino a far transitare 240-250 treni. Poi è attrezzata la Pontebbana ferroviaria che conduce a Tarvisio e di lì a Vienna. Ma c’è anche una line a binario unico non elettrificata da Portogruato a Casarsa che si innesta nella Pontebbana». La proposta? «Elettrifichiamola e potremo anticipare la Tav in questa direzione».
È un progetto che non lascia indifferenti neppure gli industriali, ai quali interessa fornire infrastrutture subito alle aziende produttive del sistema Nordest, piuttosto che attendere una
futuribile linea ad alta capacità.
Tav, mancano 400mila euro per lo studio di fattibilità
13 gannaio 2012
IL PICCOLO
Tav, mancano 400mila euro per lo studio di fattibilità
TRIESTE Alta velocità ferroviaria? Al momento, almeno per questo estremo lembo d’Italia, resta solo un sogno. A definire la questione, del resto, basta l’ ultimo episodio. In sostanza non si trovano neanche i 400mila euro necessari a realizzare lo studio di fattibilità avanzato per l’alta velocità della linea Mestre-Portogruaro-Ronchi dei Legionari. «Ho chiesto a Rfi - conferma il commissario della Tav Bortolo Mainardi - e hanno detto che non c’è un soldo...
Resto fiducioso, però...». Mainardi si è comunque attivato subito e ha scritto al ministero e al ministro delle Infrastrutture Corrado Passera per chiedere a breve un incontro. Di carne al fuoco ce n’è molta. Arrivato nello scorso agosto Mainardi ha verificato la situazione e le criticità nei tratti progettati da Italfer, ha toccato con mano la carenza di consenso che esiste soprattutto in Veneto sul primo tracciato proposto e si è mosso di conseguenza. In primis, ricorda, era stato deciso di verificare la fattibilità del percorso Tav utilizzando quello preesitente, in prima battuta sulla tratta Mestre-Portogruaro. Serviva però, appunto, uno studio avanzato che, al momento almeno, non è neanche all’orizzonte. Ed è un peccato perchè la scelta di Mainardi era nata, dichiaratamente, dalla necessità di risparmiare fondi, uscire da quel cul de sac che parlava di costi di 77 milioni per chilometro da Mestre all’aeroporto Marco Polo di Tessera, altri 44 fino a Portogruaro e Ronchi e infine 50 milioni al chilometro per la tratta fino a Trieste. Di queusti tempi, fantascienza. Mainardi la prossima settimana sarà in Friuli Venezia Giulia.
Parola d’ordine, «sorpassare Cervignano», perchè il grande imbuto, almeno per quel che riguarda la nostra regione, ha a che fare proprio con l’ex scalo logistico. (f.b.)
Link:
mercoledì 16 novembre 2011
da Nuova Venezia : Coesistenza inpossibile tra TAV e Merci
«Coesistenza impossibile tra Tav e treni merci»
L’ingegner Cancelli boccia l’ipotesi: «Una bufala, i costi sarebbero troppo alti» Incontro a Caposile dei comitati del Veneto e del Friuli contro l’Alta Velocità
CAPOSILE
A leggere lo studio di fattibilità delle Ferrovie, sulla futura Tav Venezia-Trieste dovrebbero transitare ogni giorno ben 138 treni merci e 26 convogli passeggeri. «Ma dire che su queste linee ad Alta Velocità possano transitare dei treni merci è una bufala totale».
Il giudizio tranciante è dell’ingegner Claudio Cancelli, docente oggi in pensione del Politecnico di Torino e consulente tecnico per la Tav della Comunità montana della Bassa Val di Susa. Cancelli è stato l’ospite di un’assemblea pubblica che si è tenuta lunedì sera a Caposile, promossa dal Coordinamento dei comitati No Tav di Veneto e Friuli. Obbiettivo: tenere una «lezione di Tav» per spiegare ai cittadini cos’è l’Alta Velocità e mettere in luce le tante «bufale» che sono state dette sull’ argomento.
«In questi mesi tutti i sindaci del Veneto Orientale hanno preso posizione sulla Tav per dire se era meglio spostarla di sopra o di sotto. Ma nessuno degli amministratori - ha ammonito Michele Zanette, presidente dell’Associazione naturalistica sandonatese - si è preoccupato di informarsi se la Tav sia sostenibile oppure no. Per questo abbiamo deciso di fare noi informazione».
E il messaggio emerso dall’assemblea di Caposile è chiaro: la Tav Venezia-Trieste non è un progetto che serve al territorio. L’ingegner Cancelli è entrato nel merito delle questioni, a iniziare da quella del transito dei treni merci, uno dei motivi per cui la Regione ritiene indispensabile il progetto. «Dire che sulla Tav possano transitare i convogli merci sono solo chiacchiere - ha scandito Cancelli - Non esiste una linea ad Alta Velocità in Italia, ma neppure all’estero, in cui sia finora passato un merci. Le tratte con velocità programmate sopra i 250 km/h sono considerate incompatibili con i treni merci».
L’ex docente del Politecnico ha spiegato che garantire la coesistenza di merci e treni passeggeri veloci implicherebbe costi di manutenzione troppo elevati, a causa dell’usura sui binari causata dai pesanti treni merci. Cancelli ha ripercorso la storia politica delle linee Tav in Italia e ha ribadito che una tratta veloce si può sostenere economicamente solo se unisce città di grandi dimensioni e distanti. «In Italia può reggere forse solo la Milano-Roma» ha aggiunto, di certo non la Venezia-Trieste».
Cancelli ha espresso anche dubbi sulla realizzabilità del cosiddetto «Corridoio 5» Lisbona-Kiev, di cui la Tav Milano-Venezia-Trieste sarebbe parte integrante. «Il Portogallo per i problemi economici si è già fatto da parte e poi ci sono problemi tecnici di integrazione tra le tratte nei vari Stati» ha rimarcato Cancelli.
Giovanni Monforte
©RIPRODUZIONE RISERVATA
articolo originale
mercoledì 9 novembre 2011
da Gazzettino: Il commissario della Tav l’altro ieri...
IL GAZZETTINO DI VENEZIA
9 Novembre 2011
Il commissario della Tav l’altro ieri ha detto chiaramente che il tunnel in gronda lagunare,
per collegare la stazione di Mestre all’aeroporto, è troppo costoso, ha un impatto ambientale
troppo pesante e la popolazione non lo vuole.
Eppure c’è chi, nel mondo ambientalista, non vedrebbe male un bel tunnel, solo che la proposta
del Cocit, il coordinamento dei comitati contro l’inquinamento da tangenziale, è di mettere in tunnel la ferrovia per l’Alta velocità e l’Alta capacità (Tav/Tac), assieme alla tangenziale stessa.
Sarebbe il coronamento di un sogno: far sparire la tangenziale di Mestre, trasformarla in una
strada urbana e ricucire così la città che, ormai, si sta espandendo a Ovest ben oltre il nuovo
ospedale dell’Angelo.
La proposta del Cocit, naturalmente, non pensa minimamente alla gronda lagunare ma si rifà
alle ultime indicazioni date da Rfi che è orientata a modificare il percorso della Tav/Tac nella tratta VeneziaMestre-Trieste, abbandonando il tracciato del litorale o di gronda lagunare per correre parallelamente alla A4 fin dall’inizio (e non da Portogruaro come ipotizzato precedentemente) e, in secondo luogo, attraversare in tunnel o galleria i tratti abitati.
Se ci sta il treno, dunque, ci può stare benissimo anche la tangenziale. Sarebbe un’occasione
storica perché, secondo il Cocit, «si potrebbero utilizzare le risorse economiche mobilitate dalla realizzazione dell’alta velocità». I vantaggi, continuano i responsabili del coordinamento, sarebbero diversi: «Con ferrovia e tangenziale in tunnel, si libererebbe la città dall’impatto di pesanti servitù infrastrutturali; si potrebbero, inoltre, risolvere i problemi di connessione viabilistica dell’aeroporto verso ovest, di Porto Marghera verso est ma anche della Romea sempre in direzione est; infine si rottamerebbe la tangenziale creando l’opportunità di ricostruire un pezzo di città senza consumare suolo vergine».
L’architetto Ferialdi, d’altro canto, già tempo fa, nel libretto "Il valico di Mestre" nell’ambito del progetto Mest3ovest, trattò l’argomento auspicando una soluzione simile e citando gli esempi di Amsterdam e di Madrid che hanno già fatto questa scelta: portare le strade sottoterra e liberare spazi per la città. (e.t.)
9 Novembre 2011
Il commissario della Tav l’altro ieri ha detto chiaramente che il tunnel in gronda lagunare,
per collegare la stazione di Mestre all’aeroporto, è troppo costoso, ha un impatto ambientale
troppo pesante e la popolazione non lo vuole.
Eppure c’è chi, nel mondo ambientalista, non vedrebbe male un bel tunnel, solo che la proposta
del Cocit, il coordinamento dei comitati contro l’inquinamento da tangenziale, è di mettere in tunnel la ferrovia per l’Alta velocità e l’Alta capacità (Tav/Tac), assieme alla tangenziale stessa.
Sarebbe il coronamento di un sogno: far sparire la tangenziale di Mestre, trasformarla in una
strada urbana e ricucire così la città che, ormai, si sta espandendo a Ovest ben oltre il nuovo
ospedale dell’Angelo.
La proposta del Cocit, naturalmente, non pensa minimamente alla gronda lagunare ma si rifà
alle ultime indicazioni date da Rfi che è orientata a modificare il percorso della Tav/Tac nella tratta VeneziaMestre-Trieste, abbandonando il tracciato del litorale o di gronda lagunare per correre parallelamente alla A4 fin dall’inizio (e non da Portogruaro come ipotizzato precedentemente) e, in secondo luogo, attraversare in tunnel o galleria i tratti abitati.
Se ci sta il treno, dunque, ci può stare benissimo anche la tangenziale. Sarebbe un’occasione
storica perché, secondo il Cocit, «si potrebbero utilizzare le risorse economiche mobilitate dalla realizzazione dell’alta velocità». I vantaggi, continuano i responsabili del coordinamento, sarebbero diversi: «Con ferrovia e tangenziale in tunnel, si libererebbe la città dall’impatto di pesanti servitù infrastrutturali; si potrebbero, inoltre, risolvere i problemi di connessione viabilistica dell’aeroporto verso ovest, di Porto Marghera verso est ma anche della Romea sempre in direzione est; infine si rottamerebbe la tangenziale creando l’opportunità di ricostruire un pezzo di città senza consumare suolo vergine».
L’architetto Ferialdi, d’altro canto, già tempo fa, nel libretto "Il valico di Mestre" nell’ambito del progetto Mest3ovest, trattò l’argomento auspicando una soluzione simile e citando gli esempi di Amsterdam e di Madrid che hanno già fatto questa scelta: portare le strade sottoterra e liberare spazi per la città. (e.t.)
da Nuova Venezia: TAV, TANTE INCOGNITE SUL TRACCIATO
TAV, TANTE INCOGNITE SUL TRACCIATO
Il giorno dopo la presentazione del masterplan del nodo intermodale del Marco Polo, 600 milioni di euro il valore con la previsione di cantieri dal 2015 e l’attivazione del collegamento Sfmr con la nuova stazione fronte aerostazione dal 2020, il dibattito in città è aperto.
Resta in silenzio solo l’assessore regionale Renato Chisso. «Il Masterplan di Save analizza i futuri flussi di traffico e ci dice che nel confronto con l’Europa è quanto mai appetibile avere un Hub con un collegamento con l’Alta velocità. Ma sia il commissario Mainardi che Moretti (Ferrovie) paiono aver chiarito che sul progetto della Tav non è detta l’ultima parola». L’assessore alla Mobilità Ugo Bergamo conferma che ci sono questioni aperte. «Sulla sublagunare confermo che servono prima tutti gli approfondimenti tecnici necessari e poi un confronto con la città.
Sulla Tav abbiamo chiesto al commissario Mainardi di avere un ruolo di primo piano nella rivisitazione del progetto e attendiamo un confronto a breve». Interviene anche l’assessore all’Urbanistica Ezio Micelli. «Non mi è parso di cogliere negli interventi dei passaggi certi sul tracciato Tav dopo Mestre e questa è una incognita. Più chiaro l’interesse di Ferrovie alla tratta Milano-Venezia e quindi la riconferma del ruolo delle stazioni di Mestre e Santa Lucia».
Il consigliere provinciale Pd Lionello Pellizzer invece ribadisce il no alla seconda pista: «Spiace che quella previsione sia contenuta nel Masterplan inviato all’Enac. Io personalmente e anche il territorio ribadiamo il nostro no a quell’ipotesi. Non vogliamo una seconda pista e Save è bene che lo capisca perché porterebbe alla cancellazione di Ca’ Noghera». Il consigliere comunale Pdl Saverio Centenaro, vicepresidente del Consiglio comunale aggiunge carne al fuoco: «Mi chiedo quando si aprirà con Save, in attesa del metrò e della Tav, il confronto sui 17 milioni di euro bloccati per la nuova viabilità di accesso all’aeroporto, tema su cui ancora non vi è certezza. All’ipotesi seconda pista ho sempre creduto poco, io ho inteso che quell’espansione serve come parcheggio per gli aeromobili. Altrimenti si andrebbe a cancellare Tessera e Ca’ Noghera». E il consigliere di «In Comune», Giuseppe Caccia, torna all’attacco del presidente di Save Enrico Marchi dopo l’interrogazione urgente presentata al sindaco. «E’ stato addirittura un fanatico dell'Alta Velocita' ferroviaria come l'amministratore delegato delle Ferrovie Moretti a riportare con i piedi per terra il presidente di Save spa Marchi. Moretti ha ieri, di fatto, sottolineato come sia tutt'altro che strategico portare la TAV sotto l'aeroporto di Tessera e come il reperimento delle risorse economiche necessarie sia un problema serio».
Per Caccia il tentativo di Save è in realtà quello di «spostare il baricentro della citta' intorno allo scalo. Non solo sarebbe un errore fatale per lo sviluppo sociale ed economico del nostro territorio, con un costo ambientale altissimo. Ma soprattutto tanto fumo intermodale serve a nascondere un più prosaico arrosto a base di una colata di cemento ad uso e consumo della speculazione immobiliare privata».
Mitia Chiarin
Il giorno dopo la presentazione del masterplan del nodo intermodale del Marco Polo, 600 milioni di euro il valore con la previsione di cantieri dal 2015 e l’attivazione del collegamento Sfmr con la nuova stazione fronte aerostazione dal 2020, il dibattito in città è aperto.
Resta in silenzio solo l’assessore regionale Renato Chisso. «Il Masterplan di Save analizza i futuri flussi di traffico e ci dice che nel confronto con l’Europa è quanto mai appetibile avere un Hub con un collegamento con l’Alta velocità. Ma sia il commissario Mainardi che Moretti (Ferrovie) paiono aver chiarito che sul progetto della Tav non è detta l’ultima parola». L’assessore alla Mobilità Ugo Bergamo conferma che ci sono questioni aperte. «Sulla sublagunare confermo che servono prima tutti gli approfondimenti tecnici necessari e poi un confronto con la città.
Sulla Tav abbiamo chiesto al commissario Mainardi di avere un ruolo di primo piano nella rivisitazione del progetto e attendiamo un confronto a breve». Interviene anche l’assessore all’Urbanistica Ezio Micelli. «Non mi è parso di cogliere negli interventi dei passaggi certi sul tracciato Tav dopo Mestre e questa è una incognita. Più chiaro l’interesse di Ferrovie alla tratta Milano-Venezia e quindi la riconferma del ruolo delle stazioni di Mestre e Santa Lucia».
Il consigliere provinciale Pd Lionello Pellizzer invece ribadisce il no alla seconda pista: «Spiace che quella previsione sia contenuta nel Masterplan inviato all’Enac. Io personalmente e anche il territorio ribadiamo il nostro no a quell’ipotesi. Non vogliamo una seconda pista e Save è bene che lo capisca perché porterebbe alla cancellazione di Ca’ Noghera». Il consigliere comunale Pdl Saverio Centenaro, vicepresidente del Consiglio comunale aggiunge carne al fuoco: «Mi chiedo quando si aprirà con Save, in attesa del metrò e della Tav, il confronto sui 17 milioni di euro bloccati per la nuova viabilità di accesso all’aeroporto, tema su cui ancora non vi è certezza. All’ipotesi seconda pista ho sempre creduto poco, io ho inteso che quell’espansione serve come parcheggio per gli aeromobili. Altrimenti si andrebbe a cancellare Tessera e Ca’ Noghera». E il consigliere di «In Comune», Giuseppe Caccia, torna all’attacco del presidente di Save Enrico Marchi dopo l’interrogazione urgente presentata al sindaco. «E’ stato addirittura un fanatico dell'Alta Velocita' ferroviaria come l'amministratore delegato delle Ferrovie Moretti a riportare con i piedi per terra il presidente di Save spa Marchi. Moretti ha ieri, di fatto, sottolineato come sia tutt'altro che strategico portare la TAV sotto l'aeroporto di Tessera e come il reperimento delle risorse economiche necessarie sia un problema serio».
Per Caccia il tentativo di Save è in realtà quello di «spostare il baricentro della citta' intorno allo scalo. Non solo sarebbe un errore fatale per lo sviluppo sociale ed economico del nostro territorio, con un costo ambientale altissimo. Ma soprattutto tanto fumo intermodale serve a nascondere un più prosaico arrosto a base di una colata di cemento ad uso e consumo della speculazione immobiliare privata».
Mitia Chiarin
mercoledì 26 ottobre 2011
da Gazzettino: La nuova Tav spacca i sindaci
IL GAZZETTINO DI VENEZIA
26 ottobre 2011
MUSILE DI PIAVE Basso: ci stanno mettendo l’uno contro l’altro
La nuova Tav spacca i sindaci
Comuni in allarme: il tracciato "alto" e in tunnel inverte il fronte della protesta
Sul nuovo percorso della Tav si sono invertite le posizioni: esultano i Comuni che non volevano il «tracciato basso» e si disperano quelli che si ritenevano estranei ai binari e invece potrebbero trovarsi la Tav in casa.
Soddisfatto è Gianluca Forcolin, sindaco di Musile, per la richiesta del commissario Mainardi di un progetto di tracciato alternativo, parallelo all'attuale ferrovia e con il passaggio in tunnel dei centri abitati.
«È una soddisfazione per tutti coloro che in questi mesi hanno lavorato per il territorio in modo propositivo e costruttivo - dice -È la vittoria del buonsenso e di tutti noi sindaci che assieme alla Provincia si sono confrontati con la Regione per condividere una scelta così importante. Resta il rammarico per le posizioni demagogiche e strumentali del gruppo di Impegno democratico di Musile che ha portato all'esasperazione infondata molte famiglie, le quali avevano già intrapreso azioni per la vendita di alloggi e terreni a ridosso di quella che ritenevano fosse la linea già decisa della Tav, attraverso Millepertiche e il centro di Caposile. Invece ora si sta dirottando il tracciato sulla linea ferroviaria: questa è la vittoria di un territorio, della politica che lavora per i cittadini e non delle chiacchiere». Non è per nulla soddisfatto, invece, Michele Basso, sindaco di Meolo.
«Non siamo d'accordo su un tracciato a fianco della ferrovia, che danneggerebbe Meolo perché
dovrebbe passare in mezzo al centro abitato - sostiene - Ci sarebbero problemi anche se la Tav, larga quasi 100 metri, fosse realizzata sotto le abitazioni. È preferibile far passare la Tav in zone popolose o invece sarebbe meglio spostarla in aree di campagna? Ancora una volta si stanno mettendo i Comuni l'uno contro l'altro. Spero che il commissario Mainardi faccia un buon lavoro e interpelli i Comuni, valuti i pro e i contro di entrambi i progetti e non si dimentichi di noi».
26 ottobre 2011
MUSILE DI PIAVE Basso: ci stanno mettendo l’uno contro l’altro
La nuova Tav spacca i sindaci
Comuni in allarme: il tracciato "alto" e in tunnel inverte il fronte della protesta
Sul nuovo percorso della Tav si sono invertite le posizioni: esultano i Comuni che non volevano il «tracciato basso» e si disperano quelli che si ritenevano estranei ai binari e invece potrebbero trovarsi la Tav in casa.
Soddisfatto è Gianluca Forcolin, sindaco di Musile, per la richiesta del commissario Mainardi di un progetto di tracciato alternativo, parallelo all'attuale ferrovia e con il passaggio in tunnel dei centri abitati.
«È una soddisfazione per tutti coloro che in questi mesi hanno lavorato per il territorio in modo propositivo e costruttivo - dice -È la vittoria del buonsenso e di tutti noi sindaci che assieme alla Provincia si sono confrontati con la Regione per condividere una scelta così importante. Resta il rammarico per le posizioni demagogiche e strumentali del gruppo di Impegno democratico di Musile che ha portato all'esasperazione infondata molte famiglie, le quali avevano già intrapreso azioni per la vendita di alloggi e terreni a ridosso di quella che ritenevano fosse la linea già decisa della Tav, attraverso Millepertiche e il centro di Caposile. Invece ora si sta dirottando il tracciato sulla linea ferroviaria: questa è la vittoria di un territorio, della politica che lavora per i cittadini e non delle chiacchiere». Non è per nulla soddisfatto, invece, Michele Basso, sindaco di Meolo.
«Non siamo d'accordo su un tracciato a fianco della ferrovia, che danneggerebbe Meolo perché
dovrebbe passare in mezzo al centro abitato - sostiene - Ci sarebbero problemi anche se la Tav, larga quasi 100 metri, fosse realizzata sotto le abitazioni. È preferibile far passare la Tav in zone popolose o invece sarebbe meglio spostarla in aree di campagna? Ancora una volta si stanno mettendo i Comuni l'uno contro l'altro. Spero che il commissario Mainardi faccia un buon lavoro e interpelli i Comuni, valuti i pro e i contro di entrambi i progetti e non si dimentichi di noi».
lunedì 8 novembre 2010
da Gazzettino: Tav, a rischio i vigneti del Lison
IL GAZZETTINO DI VENEZIA
8 novembre 2010
Tav, a rischio i vigneti del Lison
I binari della Tav bypasserano la stazione dei treni di Portogruaro per correre affiancati a sud
dell’autostrada che sarà agganciata tra Loncon e Lison, attraversando la zona dei vigneti doc per correre poi tra gli abitati di Summaga e Pradipozzo e prendere in pieno il bosco di Alvisopoli, oasi del Wwf. Tanto si è finora discusso, e polemizzato, sulle diverse altezze del cosiddetto tracciato sublitoraneo in zona di bonifica che è stata tralasciata la parte più orientale del tracciato in terra veneta. E anche qui, nonostante attraversi una fascia già compromessa dalla stessa autostrada non è che non si possano creare problemi. In particolare nell’attraversare i pregiati vigneti doc di Loncon e Lison. Proprio per questo Legambiente del
Veneto Orientale dopo aver organizzato incontri e promosso comitati nel Sandonatese ora passa nel Portogruarese. Per mercoledì, alle ore 20.45, all’oratorio parrocchiale di Lison ha organizzato un incontro sul tema «Lo sa i che anche Lison – Pradipozzo – Loncon Summaga saranno attraversate dal treno ad alta velocità?». Di converso viene risparmiato il centro di Portogruaro visto che sembra proprio escluso che la Tav si affianchi alla linea ferroviara Venezia-Trieste per attraversare il capoluogo in prospettiva di una fermata. A questo proposito interviene Pietro Rambuschi, consigliere comunale del Pdl, esperto in strade ferrate, visto il suo ruolo di ex funzionario di Trenitalia. «Per fugare molte perplessità in merito alla Tav –
spiega – bisogna sapere che il progetto dell’alta velocità ferroviara non ha mai previsto la fermata a Portogruaro, perché i treni in partenza da Mestre effettueranno la prima fermata a Trieste; la Tav, una volta ultimata, incrementerà anche la capacità di tutto il sistema ferroviario (alta capacità) per i treni merci; nel primo tratto, da Mestre a Portogruaro, l’affiancamento alla costruenda terza corsia autostradale non è possibile perche comporterebbe l’abbattimento di oltre 2.500 immobili da ricostruire, per far posto ai nuovi binari, con costi elevatissimi».
8 novembre 2010
Tav, a rischio i vigneti del Lison
I binari della Tav bypasserano la stazione dei treni di Portogruaro per correre affiancati a sud
dell’autostrada che sarà agganciata tra Loncon e Lison, attraversando la zona dei vigneti doc per correre poi tra gli abitati di Summaga e Pradipozzo e prendere in pieno il bosco di Alvisopoli, oasi del Wwf. Tanto si è finora discusso, e polemizzato, sulle diverse altezze del cosiddetto tracciato sublitoraneo in zona di bonifica che è stata tralasciata la parte più orientale del tracciato in terra veneta. E anche qui, nonostante attraversi una fascia già compromessa dalla stessa autostrada non è che non si possano creare problemi. In particolare nell’attraversare i pregiati vigneti doc di Loncon e Lison. Proprio per questo Legambiente del
Veneto Orientale dopo aver organizzato incontri e promosso comitati nel Sandonatese ora passa nel Portogruarese. Per mercoledì, alle ore 20.45, all’oratorio parrocchiale di Lison ha organizzato un incontro sul tema «Lo sa i che anche Lison – Pradipozzo – Loncon Summaga saranno attraversate dal treno ad alta velocità?». Di converso viene risparmiato il centro di Portogruaro visto che sembra proprio escluso che la Tav si affianchi alla linea ferroviara Venezia-Trieste per attraversare il capoluogo in prospettiva di una fermata. A questo proposito interviene Pietro Rambuschi, consigliere comunale del Pdl, esperto in strade ferrate, visto il suo ruolo di ex funzionario di Trenitalia. «Per fugare molte perplessità in merito alla Tav –
spiega – bisogna sapere che il progetto dell’alta velocità ferroviara non ha mai previsto la fermata a Portogruaro, perché i treni in partenza da Mestre effettueranno la prima fermata a Trieste; la Tav, una volta ultimata, incrementerà anche la capacità di tutto il sistema ferroviario (alta capacità) per i treni merci; nel primo tratto, da Mestre a Portogruaro, l’affiancamento alla costruenda terza corsia autostradale non è possibile perche comporterebbe l’abbattimento di oltre 2.500 immobili da ricostruire, per far posto ai nuovi binari, con costi elevatissimi».
domenica 17 ottobre 2010
da Gazzettino: «Le alluvioni, grande insidia della Tav»
DOMENICA 17 OTTOBRE 2010
«Le alluvioni, grande insidia della Tav»
RONCADE - L’accordo, trovato tra i presidenti di Veneto e Friuli Venezia Giulia, sul tracciato Mestre- Portogruaro, per molti è stata un accelerazione al progetto della Tav. Per Simonetta Rubinato, sindaco di Roncade, invece, è stata l’ennesima occasione persa, da parte della Regione, di interpellare gli amministratori locali. «Sicuramente – dice il sindaco - verrà un momento in cui ci chiameranno, lo prevede la legge. Ma, forse, lavorare di concerto, anche nella fase preliminare, avrebbe, quanto meno, cambiato il modus operandi, tanto contestato dalla Lega, della giunta Galan, che chiamava a raccolta gli amministratori locali solo a cose fatte. Mi pare che Zaia non stia cambiando le cose». Non sono solo queste, però, le perplessità della Rubinato. Il suo più vivo timore è che non ci siano i soldi di realizzo dell’opera e precisa che le sue perplessità sulla decisione di non far correre la Tav lungo la A4, non sono ostruzionismo politico ma reali preoccupazioni. «Innanzitutto - spiega il primo cittadino – spostando il tracciato più a sud significa sventrare le campagne venete, per esempio quelle del mio comune, per far passare la Tav. In secondo luogo mi chiedo se si è tenuto conto che queste zone sono aree alluvionali con tutti i disagi che comportano». Giorgia Migliore
«Le alluvioni, grande insidia della Tav»
RONCADE - L’accordo, trovato tra i presidenti di Veneto e Friuli Venezia Giulia, sul tracciato Mestre- Portogruaro, per molti è stata un accelerazione al progetto della Tav. Per Simonetta Rubinato, sindaco di Roncade, invece, è stata l’ennesima occasione persa, da parte della Regione, di interpellare gli amministratori locali. «Sicuramente – dice il sindaco - verrà un momento in cui ci chiameranno, lo prevede la legge. Ma, forse, lavorare di concerto, anche nella fase preliminare, avrebbe, quanto meno, cambiato il modus operandi, tanto contestato dalla Lega, della giunta Galan, che chiamava a raccolta gli amministratori locali solo a cose fatte. Mi pare che Zaia non stia cambiando le cose». Non sono solo queste, però, le perplessità della Rubinato. Il suo più vivo timore è che non ci siano i soldi di realizzo dell’opera e precisa che le sue perplessità sulla decisione di non far correre la Tav lungo la A4, non sono ostruzionismo politico ma reali preoccupazioni. «Innanzitutto - spiega il primo cittadino – spostando il tracciato più a sud significa sventrare le campagne venete, per esempio quelle del mio comune, per far passare la Tav. In secondo luogo mi chiedo se si è tenuto conto che queste zone sono aree alluvionali con tutti i disagi che comportano». Giorgia Migliore
mercoledì 13 ottobre 2010
da Gazzettino: Alta velocità, una stazione per le spiagge: ecco la mappa della Tav in Veneto e Friuli
IL GAZZETTINO DI VENEZIA
Mercoledì 13 Ottobre 2010
Alta velocità, una stazione per le spiagge: ecco la mappa della Tav in Veneto e
Friuli
Da Ronchi a Portogruaro tracciato parallelo alla A4, poi scenderà verso il mare. Progetti preliminari entro il 2010
VENEZIA - Friuli Venezia Giulia e Veneto hanno ufficializzato la loro posizione sulla Tav tra
Venezia e Trieste: da Mestre a Portogruaro il tracciato seguirà la variante sud, da Portogruaro a Ronchi dei Legionari correrà parallelo all'autostrada A4.
Questo significa che in Veneto l'alta velocità scenderà verso la fascia litoranea, una volontà già espressa dal presidente della Regione Luca Zaia al suo arrivo oggi all'incontro con Renzo Tondo, presidente del Friuli Venezia Giulia e il coordinatore europeo del Progetto prioritario numero 6, Laurens Jan Brinkhorst.
Ecco la mappa dei due possibili tracciati della Tav in Veneto e Friuli:
«In Veneto - ha spiegato Zaia - c'è l'intenzione di scendere verso la fascia litoranea e avere una stazione che serva tutte le spiaggie. Il Friuli Venezia Giulia farà le sue scelte sul suo territorio».
Parlando dei malumori di alcuni amministratori locali sulla scelta della variante bassa, preferita all'affiancamento all'autostrada A4, Zaia ha garantito che il tracciato «sarà oggetto di valutazione, osservazioni e condivisione con gli Enti locali». Ricordando l'entità dell'opera - circa 4,2 miliardi di euro - Zaia ha concluso dicendo che il Veneto vuole «con forza» questo progetto Ora le due Regioni hanno tempo fino alla fine del 2010 per consegnare i progetti preliminari, su cui è già al lavoro Italferr, alla Commissione europea. Tale scadenza andrà rispettata per evitare la perdita dei fondi comunitari.
Mercoledì 13 Ottobre 2010
Alta velocità, una stazione per le spiagge: ecco la mappa della Tav in Veneto e
Friuli
Da Ronchi a Portogruaro tracciato parallelo alla A4, poi scenderà verso il mare. Progetti preliminari entro il 2010
VENEZIA - Friuli Venezia Giulia e Veneto hanno ufficializzato la loro posizione sulla Tav tra
Venezia e Trieste: da Mestre a Portogruaro il tracciato seguirà la variante sud, da Portogruaro a Ronchi dei Legionari correrà parallelo all'autostrada A4.
Questo significa che in Veneto l'alta velocità scenderà verso la fascia litoranea, una volontà già espressa dal presidente della Regione Luca Zaia al suo arrivo oggi all'incontro con Renzo Tondo, presidente del Friuli Venezia Giulia e il coordinatore europeo del Progetto prioritario numero 6, Laurens Jan Brinkhorst.
Ecco la mappa dei due possibili tracciati della Tav in Veneto e Friuli:
«In Veneto - ha spiegato Zaia - c'è l'intenzione di scendere verso la fascia litoranea e avere una stazione che serva tutte le spiaggie. Il Friuli Venezia Giulia farà le sue scelte sul suo territorio».
Parlando dei malumori di alcuni amministratori locali sulla scelta della variante bassa, preferita all'affiancamento all'autostrada A4, Zaia ha garantito che il tracciato «sarà oggetto di valutazione, osservazioni e condivisione con gli Enti locali». Ricordando l'entità dell'opera - circa 4,2 miliardi di euro - Zaia ha concluso dicendo che il Veneto vuole «con forza» questo progetto Ora le due Regioni hanno tempo fino alla fine del 2010 per consegnare i progetti preliminari, su cui è già al lavoro Italferr, alla Commissione europea. Tale scadenza andrà rispettata per evitare la perdita dei fondi comunitari.
giovedì 7 ottobre 2010
VENETO, ecco il tracciato della TAV - articolo tratto da Ferrovie a Nordest
Veneto, ecco il tracciato della TAV
ROMA - Sono finalmente pubbliche le intenzioni del Governo sul tracciato dell'Alta Velocità a NordEst, annunciato ieri alla Camera dal viceministro Castelli.
Mercoledi 6 ottobre 2010 si è tenuta una seduta della IX Commissione Trasporti della Camera, durante la quale il deputato Rodolfo Giuliano Viola (PD) ha presentato una interrogazione in merito a "Stato della progettazione della linea ferroviaria alta velocità/alta capacità tra Venezia e Trieste e mancato coinvolgimento dei comuni interessati dalle ipotesi di progetto." Di seguito la risposta del viceministro Castelli:
" In sintesi, il progetto parte dalla stazione di Venezia Mestre e prevede un tracciato in galleria, ai margini della laguna, fino alla stazione in corrispondenza dell'aeroporto Marco Polo.
In uscita dalla stazione dell'aeroporto il tracciato risale in superficie e piega in direzione est mantenendosi a nord del cordone litoraneo fino alla località Caposile. Da qui prosegue poi verso l'interno, nella bassa pianura veneta per affiancarsi all'autostrada A4 ad Ovest di Portogruaro e poi proseguire in affiancamento a tale autostrada fino al fiume Tagliamento. "
Ed ecco una nostra elaborazione del percorso della linea, disegnata seguendo i riferimenti indicati dal viceministro Castelli; in blu la linea attuale con le fermate, in rosso il tracciato approssimativo dell'AV:
Tracciato NON UFFICIALE della LAV Mestre - Tagliamento, disegno FNE su base Google Maps.
Alcune osservazioni preliminari:
il tracciato ha tre punti fermi: la partenza da Mestre, il passaggio per l'aeroporto e l'affiancamento all'A4 presso Portogruaro per connettersi al tratto friulano già in progettazione
il tracciato esce a sud della stazione di Mestre, puntando verso l'aeroporto. Questa è una soluzione naturale per rendere passante la stazione di Mestre, ovvero un treno Milano-Trieste non dovrà perdere tempo a fare inversione di marcia
il tracciato Mestre-aeroporto non può essere altro che in galleria, dato che in superficie vi sono strade, l'abitato di Campalto ed un canale navigabile, ma soprattutto il Parco di San Giuliano. Resta da vedere quali saranno le difficoltà di scavare in un terreno poco consistente utilizzato come discarica fino ad una decina di anni fa
il tracciato aeroporto - Portogruaro sembra poter evitare i centri abitati sviluppandosi quasi totalmente in campagna, questo dovrebbe rendere minimi i disagi alla popolazione sia durante i cantieri che in fase di esercizio della linea
il tracciato non dovrebbe avere curve troppo strette e penalizzanti, quindi al termine dei lavori dovremmo avere una linea con lunghezza paragonabile alla linea storica ma con velocità doppia se non maggiore: almeno 300 km/h contro i 150 km/h massimi della Quarto d'Altino - Latisana
Da un punto di vista tecnico, soprattutto per quanto riguarda il tratto in galleria, il viceministro Castelli ha anche aggiunto che "proprio nell'ambito di detto progetto preliminare sono state effettuate le indagini geognostiche finalizzate ad un corretto inquadramento delle problematiche geotecniche del progetto in fase di sviluppo. Tali indagini sono, per numero e tipologia, contenute nei limiti di quanto strettamente necessario al completo e affidabile sviluppo degli elaborati progettuali."
L'onorevole Viola si è dichiarato "insoddisfatto" dalla risposta, evidenziando le intrinseche instabilità dei territori di bonifica come quello litoraneo veneto e chiedendo che le indagini geognostiche siano portate a conoscenza anche dei comuni interessati. In un comunicato stampa denuncia "una ferita pesantissima al sistema ambientale, a quello idraulico e geologico del territorio del Veneto Orientale: il tutto per poter usufruire di una fermata ferroviaria a Passarella (San Donà di Piave) per Jesolo!! Passarella dista dal centro di Jesolo 14 km, rispetto all’attuale fermata ferroviaria si guadagnerebbe solo qualche minuto in termini di tempo (sono 7 km di meno su un totale 22)."
In effetti sembra una scelta poco sensata quella far fermare l'Alta Velocità a Passerella, cosa che nel verbale della Camera non risulta. In allegato la versione integrale del Comunicato Stampa con le dichiarazioni dell'Onorevole.
articolo originale
ROMA - Sono finalmente pubbliche le intenzioni del Governo sul tracciato dell'Alta Velocità a NordEst, annunciato ieri alla Camera dal viceministro Castelli.
Mercoledi 6 ottobre 2010 si è tenuta una seduta della IX Commissione Trasporti della Camera, durante la quale il deputato Rodolfo Giuliano Viola (PD) ha presentato una interrogazione in merito a "Stato della progettazione della linea ferroviaria alta velocità/alta capacità tra Venezia e Trieste e mancato coinvolgimento dei comuni interessati dalle ipotesi di progetto." Di seguito la risposta del viceministro Castelli:
" In sintesi, il progetto parte dalla stazione di Venezia Mestre e prevede un tracciato in galleria, ai margini della laguna, fino alla stazione in corrispondenza dell'aeroporto Marco Polo.
In uscita dalla stazione dell'aeroporto il tracciato risale in superficie e piega in direzione est mantenendosi a nord del cordone litoraneo fino alla località Caposile. Da qui prosegue poi verso l'interno, nella bassa pianura veneta per affiancarsi all'autostrada A4 ad Ovest di Portogruaro e poi proseguire in affiancamento a tale autostrada fino al fiume Tagliamento. "
Ed ecco una nostra elaborazione del percorso della linea, disegnata seguendo i riferimenti indicati dal viceministro Castelli; in blu la linea attuale con le fermate, in rosso il tracciato approssimativo dell'AV:
Tracciato NON UFFICIALE della LAV Mestre - Tagliamento, disegno FNE su base Google Maps.
Alcune osservazioni preliminari:
il tracciato ha tre punti fermi: la partenza da Mestre, il passaggio per l'aeroporto e l'affiancamento all'A4 presso Portogruaro per connettersi al tratto friulano già in progettazione
il tracciato esce a sud della stazione di Mestre, puntando verso l'aeroporto. Questa è una soluzione naturale per rendere passante la stazione di Mestre, ovvero un treno Milano-Trieste non dovrà perdere tempo a fare inversione di marcia
il tracciato Mestre-aeroporto non può essere altro che in galleria, dato che in superficie vi sono strade, l'abitato di Campalto ed un canale navigabile, ma soprattutto il Parco di San Giuliano. Resta da vedere quali saranno le difficoltà di scavare in un terreno poco consistente utilizzato come discarica fino ad una decina di anni fa
il tracciato aeroporto - Portogruaro sembra poter evitare i centri abitati sviluppandosi quasi totalmente in campagna, questo dovrebbe rendere minimi i disagi alla popolazione sia durante i cantieri che in fase di esercizio della linea
il tracciato non dovrebbe avere curve troppo strette e penalizzanti, quindi al termine dei lavori dovremmo avere una linea con lunghezza paragonabile alla linea storica ma con velocità doppia se non maggiore: almeno 300 km/h contro i 150 km/h massimi della Quarto d'Altino - Latisana
Da un punto di vista tecnico, soprattutto per quanto riguarda il tratto in galleria, il viceministro Castelli ha anche aggiunto che "proprio nell'ambito di detto progetto preliminare sono state effettuate le indagini geognostiche finalizzate ad un corretto inquadramento delle problematiche geotecniche del progetto in fase di sviluppo. Tali indagini sono, per numero e tipologia, contenute nei limiti di quanto strettamente necessario al completo e affidabile sviluppo degli elaborati progettuali."
L'onorevole Viola si è dichiarato "insoddisfatto" dalla risposta, evidenziando le intrinseche instabilità dei territori di bonifica come quello litoraneo veneto e chiedendo che le indagini geognostiche siano portate a conoscenza anche dei comuni interessati. In un comunicato stampa denuncia "una ferita pesantissima al sistema ambientale, a quello idraulico e geologico del territorio del Veneto Orientale: il tutto per poter usufruire di una fermata ferroviaria a Passarella (San Donà di Piave) per Jesolo!! Passarella dista dal centro di Jesolo 14 km, rispetto all’attuale fermata ferroviaria si guadagnerebbe solo qualche minuto in termini di tempo (sono 7 km di meno su un totale 22)."
In effetti sembra una scelta poco sensata quella far fermare l'Alta Velocità a Passerella, cosa che nel verbale della Camera non risulta. In allegato la versione integrale del Comunicato Stampa con le dichiarazioni dell'Onorevole.
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